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Politica
Dignità della carica politica, cosa dice la Costituzione?
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Politici nell'occhio del ciclone. Vita privata e vita pubblica spesso intrecciate. Accuse, reati e richieste di dimissioni. Ai giudici, la sentenza. Cosa dice però la Costituzione? Quali sono i reati contrari alla dignità della carica? Per fare chiarezza ne abbiamo parlato con l'avvocato Emanuele Stauffer.

Dall’articolo 29a della Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino si legge: “È ineleggibile alla carica di membro del Gran Consiglio, del Consiglio di Stato e di membro e supplente del Municipio il cittadino condannato alla pena detentiva o alla pena pecuniaria per crimini o delitti contrari alla dignità della carica. Chiunque si trovi in condizioni di ineleggibilità è destituito dalla carica”. Perché citiamo quest’articolo? Negli ultimi giorni si è alzato un polverone, anzi, più di uno, che coinvolge le cariche pubbliche del nostro Cantone e la loro vita privata. Ogni settore deve sottostare a questo tipo di norme per valutarne l’integrità e lo è dunque anche l’ambito politico.

Una specificità ticinese

La parola 'dimissioni' è sulla bocca di tutti e l’articolo costituzionale letto poco è una specificità ticinese, come ci dice l’avvocato Emanuele Stauffer: “È una norma di cui il Canton Ticino si è dotato nel 2015. A livello federale una norma di questo tipo non esiste. Negli altri cantoni è molto rara, generalmente non esiste e quindi è un po' una specificità ticinese”. Esempio concreto di questa differenza intercantonale è la rielezione di Pierre Maudet al consiglio di stato ginevrino. “Lui è stato condannato per un reato contro la pubblica amministrazione; quindi, è un reato commesso nell'ambito della sua funzione", afferma Stauffer. "È stata un'accettazione di doni, quindi qualcosa altamente inopportuna, un reato penale. Ci si domanda veramente se una persona che ha una condanna di questo tipo può o non può partecipare a un'elezione. È stato rieletto. In Ticino, probabilmente non avrebbe potuto esserlo”.

Quali sono reati?

Un articolo che apre a molte interpretazioni. Facciamo chiarezza dunque. Una persona, dice la Costituzione, non può ricoprire un ruolo politico se i reati commessi sono contrari alla dignità della carica. Quali sono questi reati? “Sì, ci sono dei criteri oggettivi, quindi devono essere delle condanne per reati commessi intenzionalmente e per delitti o crimini e non per contravvenzioni", dice Stauffer. "Dopodiché devono essere dei reati che siano incompatibili con la funzione, con la carica. Tipicamente: il reato di corruzione è un reato contro la pubblica amministrazione, anche un reato patrimoniale grave, sono dei reati incompatibili con una funzione pubblica. Poi ci sono dei reati commessi nella sfera privata che riguardano soltanto l'individuo, che possono essere più per negligenza che altro. Penso per esempio alla circolazione stradale: questi sono reati che non sono incompatibili”. Ci sono poi le zone grigie, aggiunge Stauffer: “La zona grigia tocca un reato molto particolare che è una tipicità dell'ordinamento svizzero, ovvero il reato fiscale. Per tanti Paesi il reato fiscale è un reato infamante. In Svizzera l'abbiamo sempre considerato spesso come un reato amministrativo. È un reato penale soltanto da pochissimo tempo e ci si domanda fino a che punto oggi un'infrazione di tipo fiscale possa essere tale da giustificare o una destituzione o una non eleggibilità. Probabilmente con la sensibilità che c'è oggi, il reato fiscale è considerato più grave rispetto a quello che non era un tempo”. Ai giudici, ovviamente, le sentenze. A livello politico, invece, la popolazione, il partito o l’organo politico, può in ogni caso chiedere, se necessario, la destituzione della carica.