
Negli scorsi giorni è tornato d’attualità il tema del disaccordo fra i Cantoni di Uri e Ticino sulle quote di proprietà degli impianti idroelettrici della Diga del Lucendro. Diga, ricordiamo, situata su suolo ticinese ma le cui acque provengono in parte dal bacino imbrifero della Reuss, deviate verso il nostro cantone. Tale disaccordo ha origini antiche: già nel 1979 a causa di un mancato accordo, la concessione federale era stata rinnovata per quarant’anni al precedente beneficiario (Aare/Tessin AG für Elektrizität AG Atel, divenuta poi Alpiq). L’accordo fra le parti è importante in vista della riconversione definitiva e del rilascio della relativa concessione federale che avverrà alla fine del 2024. A tal proposito, il deputato centrista Giovanni Berardi ha inoltrato al Consiglio di Stato un’interpellanza, cofirmata da Fabio Battaglioni e Paolo Caroni, con la quale si chiede che il Parlamento cantonale possa essere messo al corrente della situazione “con dovizia di particolari”.
Le richieste
Nello specifico, viene chiesto se il Consiglio di Stato possa presentare un istoriato che ripercorra l’evoluzione della situazione a partire dalla prima concessione, in particolare negli anni immediatamente precedenti il 1979 e in quelli successivi. Si domanda inoltre quali tipi di trattative abbiano avuto luogo prima del 1979 e successivamente, e quali fossero i partner. Non solo: i firmatari vogliono anche sapere in cosa consistano gli argomenti di disaccordo, rispettivamente i punti di accordo.
Di seguito le altre domande:
Il Consiglio di Stato ritiene che
le trattative in vista del rilascio della nuova concessione federale del 2024
siano partite per tempo? Oppure si è tergiversato giungendo allo stallo attuale
alla vigilia del 2024?
Cosa è previsto da ora fino al
rinnovo della concessione? Le trattative proseguono e, se sì, con quali
argomenti a difesa degli interessi cantonali? Oppure sono già chiuse e le
decisioni sono in mano al DATEC?
Quale previsione si può fare circa
la decisione del DATEC?
Siccome in passato il fondovalle
del Canton Uri è stato oggetto di dissesti idrogeologici e se ciò fosse utile
alle trattative, non si ritiene plausibile argomentare che la Diga del
Lucendro, oltre a essere un’infrastruttura per la produzione di elettricità, in
fondo costituisce anche una sorta di protezione dalle piene di cui il Canton
Uri beneficia, giustificando quindi una quota minoritaria di proprietà da parte
di quel cantone?

