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'Difficile trovare italofoni per l'organo strategico'
'Difficile trovare italofoni per l'organo strategico'
'Difficile trovare italofoni per l'organo strategico'
Redazione
11 anni fa
Il Consiglio federale risponde a Marco Romano sul perché non ci sono ticinesi nella Conferenza degli acquisti della Confederazione

L'estrema specializzazione dei componenti della Conferenza degli acquisti della Confederazione (CA) rende difficile un'equa rappresentanza al suo interno di tutte le comunità linguistiche. Poiché non esplica attività operative né procede ad aggiudicazioni, indica il Consiglio federale in risposta ad un'interpellanza del Consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI), "la CA non è un organo che rappresenta in modo proporzionale le diverse regioni linguistiche ed economiche".

Nel suo quesito al Governo, Romano lamenta l'assenza di rappresentanti della Svizzera italiana - attualmente 7 Svizzerotedeschi e due Romandi, n.d.r - nell'organo strategico dell'Amministrazione federale per i settori acquisto di beni e acquisto di prestazioni di servizi.

La presenza di un italofono potrebbe forse migliorare la sensibilità e l'attenzione nei confronti del tessuto economico a sud delle Alpi, secondo Romano, il quale si chiede come mai il Consiglio federale non abbia tenuto conto di questo aspetto quando ha proceduto al recente rinnovo della CA.

Stando all'Esecutivo, la CA è composta di rappresentanti dei servizi centrali d'acquisto e di altre unità amministrative che si occupano degli acquisti pubblici. Le unità amministrative "decidono in linea di principio esse stesse quali persone intendono proporre per l'elezione(...)".

I membri della CA sono prevalentemente decisori specializzati nella materia. "Le possibilità di raggiungere l'eterogeneità desiderata per quanto riguarda la rappresentanza delle comunità linguistiche sono pertanto limitate", sottolinea il Consiglio federale.

Pur essendo vero che le regioni che appartengono a una minoranza linguistica ricevono, proporzionalmente alla quota del loro PIL cantonale rispetto al PIL nazionale, meno commesse della Svizzera tedesca, il Consiglio federale intende promuovere una ripartizione geografica più equa delle commesse pubbliche: in futuro le offerte dovrebbero essere ammesse nelle tre lingue ufficiali e nella procedura mediante invito dovrebbe essere richiesta, per quanto possibile, almeno un'offerta proveniente da un offerente di un'altra regione linguistica. Queste decisioni confluiranno nella legislazione sugli acquisti pubblici attualmente oggetto di revisione.

Il Governo precisa tuttavia che, nell'aggiudicazione di appalti, l'Amministrazione "non concede spazio, al di là delle misure menzionate, al perseguimento di aspetti di politica regionale e strutturale né a un trattamento di favore degli offerenti provenienti da una determinata regione linguistica".

Secondo il Governo, la concentrazione delle aggiudicazioni nella regione di Berna e nei Cantoni limitrofi è dovuta a molteplici motivi, ad esempio la ricerca di diversi fornitori (in particolare nel settore delle tecnologie informatiche e delle prestazioni di servizio) sulla base della vicinanza geografica all'Amministrazione o l'ubicazione della sede di grandi mandatari della Confederazione (ad es. RUAG a Berna, Swisscom a Worblaufen) sulla cui scelta l'Amministrazione federale non ha alcun influsso.

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