
Il coronavirus è all’ordine del giorno. Ma questo nuovo agente patogeno non elimina tutti gli altri di cui sembra non parlare più. Negli ultimi giorni, un po’ alla spicciolata, stanno iniziando a comparire i classici sintomi riconducibili, al netto del Covid-19, al classico virus che già conosciamo in questo periodo: l’influenza.
Distinguere i sintomi però da qualcosa di ben più grave, ad occhio nudo, è un compito praticamente impossibile. I colleghi di Radio3i ne hanno parlato con il vicepresidente dell’Ordine dei medici ticinesi, il dottor Nello Broggini.
“Non se ne parla perché in effetti non è ancora periodo dell’influenza, ora abbiamo diverse forme virali minori con raffreddore e dolori articolari, ma è chiaro che tutto questo si sovrappone all’infezione da coronavirus che può avere gli stessi sintomi”, spiega il medico che aggiunge: “Ora è impossibile determinare cosa è uno e cosa è l’altro, per questo si fanno tanti tamponi”.
Il vaccino antinfluenzale potrebbe presentare una sorta di aiuto ma, come già ribadito più volte, è già praticamente finito. “La richiesta quest’anno è stata il doppio. Le persone meno o non a rischio verranno vaccinate in un’altra tornata, quella di inizio dicembre”, afferma il medico. Dicembre, ha spiegato Broggini, non è un periodo che è abbastanza congeniale. “L’influenza appare tra fine dicembre e gennaio, più tardi noi ci vacciniamo, più c’è una certa garanzia che avremo anticorpi efficaci”, ha sottolineato.
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