
Christian Da Pont, direttore della ditta Comida che gestiva le mense scolastiche passate poi direttamente al Cantone, è stato ritenuto colpevole di diffamazione per aver incolpato e reso sospetto di condotta disonorevole tre funzionari del DECS: Giorgio Franchini, Michele De Lauretis e Daniele Fontana.
Secondo il decreto d’accusa, firmato due giorni fa dal procuratore generale John Noseda, Da Pont ha accusato i tre collaboratori di essere stati gli architetti “di una truffa ai danni di Comida”, perpetrata attraverso l’estensione di un rapporto “contenente informazioni incorrette, fuorvianti e volutamente a discredito di Comida”.
Da Pont è stato condannato alla pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 110 franchi, corrispondenti a 3300 franchi di multa. Il direttore era già stato condannato nel giugno 2013 a una pena di 4800 franchi, poi sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni.
Non si è fatta attendere la reazione di Comida che, in una nota stampa, fa sapere che contro questo decreto presenterà opposizione alla Pretura Penale. "Durante il dibattimento pubblico - si legge - verranno ricostruiti i fatti e sipresenterà la prova della verità. Chiediamo dunque ai tre alti funzionari del DECS di avere il coraggio di affrontare, a viso aperto in aula, COMIDA e il suo Direttore, senza anteporre alcuna ideologia politica e portando avanti la questione con coerenza, affinché nessuna ombra possa continuare ad inquietare il mondo della scuola ticinese".
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