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Ticino
Dietrofront sulle espulsioni: ecco un primo caso concreto
Dietrofront sulle espulsioni: ecco un primo caso concreto
Dietrofront sulle espulsioni: ecco un primo caso concreto
Redazione
10 anni fa
Il Governo ha annullato l'espulsione di una madre sudamericana. "Era una decisione sproporzionata"

Spunta oggi un primo caso concreto della nuova prassi decisa settimana scorsa dal Consiglio di Stato ticinese in materia di espulsioni di genitori stranieri di figli svizzeri (vedi articolo suggerito).

Al centro, come si legge sul Corriere del Ticino, vi è una donna sudamericana, giunta in Svizzera nel 2011 per dare alla luce la figlia avuta con un ticinese. La coppia ha in seguito ricevuto prestazioni assistenziali per oltre 59mila franchi, più 170'000 franchi di assegni famigliari e di prima infanzia, finché nel 2014 la Sezione della popolazione non ha deciso di negare il rinnovo del permesso di dimora della donna, visto appunto il fatto che beneficiava di prestazioni assistenziali.

La donna, patrocinata dall'avvocato Marco Garbani, ha ricorso contro la decisione, spiegando che le difficoltà finanziarie della coppia erano da ricondurre a motivi di salute.

E il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, evidenziando in primo luogo che gli assegni famigliari non possono essere considerati come prestazioni di aiuto sociale, ma soprattutto che la donna "desidera poter continuare a vivere nel nostro Paese unitamente al compagno e alla figlia, ciò che sarebbe impossibile qualora il provvedimento adottato nei suoi confronti fosse confermato."

Se la donna venisse allontanata dalla Svizzera, "dovrebbe separarsi dalla figlia, che in quanto cittadina svizzera potrebbe restare nel nostro Paese, oppure portarla con sé, di fatto sradicandola", scrive ancora il Governo, che ha quindi annullato la decisione di mancato rinnovo del permesso, giudicandola "sproporzionata".

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