
Alla luce dei recenti fatti di violenza nel nostro Cantone, c'è chi cerca di identificarne l'origine e le cause. Dietro a un accoltellamento fuori da un locale pubblico, una rissa all'interno di un night club o uno scontro con le forze dell'ordine dopo una partita, spesso può nascondersi un disagio giovanile. Al di là del lavoro della Polizia o dei gestori dei locali pubblici c'è sottolinea l'importanze di spiegare questi fatti ai ragazzi.
Negli ultimi fatti accaduti a Lugano, il forte sospetto della polizia è che si sia trattato di un regolamento di conti fra bande rivali. Secondo Luca Bertossa, sociologo e direttore delle inchieste federali "ch-x" intervistato da Il Caffè, "il collante aggregativo di queste bande può essere certamente geografico, dunque di un paese, ma anche un quartiere o una città. Oppure sulla base di interessi come la squadra del cuore dove in alcuni casi i tifosi a diventano hooligan. O ancora il centro del legame possono essere le etnie, ed è il caso delle gang albanesi, balcane o sudamericane".
Per Bertossa, le bande servono a difendersi dall'esterno, per avere più sicurezza e portare avanti costumi condivisi. Alcune bande sono pacifiche, ma altre violente, come nel caso de fatti successi in centro a Lugano fuori dalla discoteca.
Questi locali sono frequentati da giovani e giovanissimi "che in maggioranza stanno attraversando un momento delicato della loro crescita e sono dunque fragili", spiega l'educatore di Ingrado Giovanni Casula. Da qui il ruolo fondamentale della struttura famigliare: "I genitori (che vanno aiutati e assistiti se hanno bisogno) hanno il ruolo di spiegare ai propri figli che una sciocchezza come un pugno o uno schiaffo possono cambiargli la vita", conclude Casula.
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