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Svizzera
Diesel a 2,41 franchi al litro, «il rincaro finirà per pesare su tutti i prezzi»
Red. Online
2 ore fa
Tra raffinerie ferme, trasporti sul Reno e tensioni geopolitiche, il caro-carburanti non riguarda solo gli automobilisti: «Alla fine aumenterà tutto, anche l’olio combustibile»

Il diesel non è mai stato così caro in Svizzera. Secondo i rilevamenti del Touring Club Svizzero (TCS), il prezzo medio nazionale ha raggiunto 2,41 franchi al litro, superando il precedente record di 2,30 franchi registrato nel 2022. Anche la benzina senza piombo 95 è aumentata, arrivando a 2,10 franchi al litro.

I motivi

A pesare sono diversi fattori. «La raffineria di Cressier, che copre circa il 30% del fabbisogno svizzero, ha avuto un problema ed è rimasta chiusa per due settimane», spiega Boris Martinoni, portavoce dell’Associazione ticinese delle stazioni di servizio. A ciò si aggiungono il basso livello del Reno, che rende più costoso il trasporto dei carburanti, e le difficoltà di diverse raffinerie colpite dalla guerra. Secondo il TCS, il trasporto tra Rotterdam e Basilea costa oggi oltre 220 franchi per tonnellata, contro i 22-28 franchi in condizioni normali. Il solo rincaro dei trasporti sul Reno incide per circa 15 centesimi sul prezzo di un litro di carburante. Le conseguenze, sottolinea Martinoni, non riguardano soltanto gli automobilisti. «Ogni prodotto è stato trasportato. L’aumento dei costi dell’energia crea inflazione e alla fine le persone pagheranno tutto di più».

Come agire

Dal mondo politico si chiede un intervento del Consiglio federale, una posizione condivisa dall’associazione di categoria. «Paghiamo l’IVA anche sulle accise: è una doppia tassa», sostiene Martinoni, indicando tra le possibili misure una riduzione temporanea delle accise.

Rincari anche per l'olio combustibile

L’aumento dei prezzi riguarda anche l’olio combustibile. «Durante l’estate i clienti hanno atteso nella speranza di trovare prezzi migliori», spiega Paolo Righetti, presidente di Swissoil Ticino. A chi possiede una piccola cisterna, Righetti consiglia di non suddividere troppo gli ordini, perché i quantitativi ridotti costano di più. Chi dispone invece di grandi capacità di stoccaggio dovrebbe acquistare una quantità sufficiente per l’inverno, senza necessariamente riempire completamente la cisterna, lasciando spazio per eventuali futuri ribassi.

«Non siamo noi ticinesi o svizzeri a poter influenzare il prezzo mondiale. È una questione geopolitica», osserva Righetti. «L’unico modo davvero efficace per ridurre i prezzi è che la guerra finisca», conclude Martinoni.