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Ticino
Diego Erba si scusa e precisa
Redazione
14 anni fa
Il direttore del Dipartimento scuola aveva detto che "i frontalieri sono più motivati". Ascolta l'intervista di Laila Meroni

Le dichiarazioni di Diego Erba, direttore della Divisione scuola del DECS, secono il quale i docenti italiani assunti al DECS sarebbero più motivati dei ticinesi hanno sollevato diverse critiche all'indirizzo dell'alto funzionario cantonale. A questo proposito il Erba, tramite un comunicato, ha voluto precisare quanto detto. Ecco il testo della nota stampa:"Una mia dichiarazione pubblicata da  laRegione e un’intervista  rilasciata al Quotidiano hanno generato diverse critiche e sono state ritenute poco rispettose nei confronti dei  docenti ticinesi. Gradirei  precisare che le  mie risposte  ai giornalisti si riferivano esclusivamente  alle procedure di assunzione che dobbiamo ossequiare per legge  e non alla preferenza data ai  docenti frontalieri rispetto ai ticinesi. Mi scuso con coloro che avessero recepito in questo modo le mie  considerazioni .  Non era mia intenzione e non l’è tuttora esprimere delle valutazioni  di questo genere. Per dissipare possibili  fraintendimenti un chiarimento s’impone" dice Diego Erba.Inoltre: "Le assunzioni sono disciplinate da chiare disposizioni di legge e dalle norme di concorso. Venuta meno la possibilità di escludere i candidati docenti provenienti dall’estero per la mancata  conoscenza delle lingue nazionali (vedasi sentenza del TRAM), le persone che desiderano ottenere un posto d’insegnamento devono  essere in possesso dei requisiti  di studio definiti dal bando di concorso, cioè dell’abilitazione all’insegnamento".Diego Erba specifica i criteri di scelta dei docenti: "Nel caso di fabbisogno per una determinata disciplina  – e di questi tempi gli avvicendamenti del corpo insegnante  sono numerosi – coloro che dispongono dell’abilitazione sono invitati ai colloqui di assunzione di fronte a commissioni esaminatrici. L’esito del colloquio è vincolante: la concorrenza  è particolarmente agguerrita e chi ottiene il miglior giudizio  viene assunto al posto di chi  ha  un  esito inferiore. In altre parole l’ottimo precede il molto buono e il buono. Solo a parità di valutazione è data facoltà al Consiglio di Stato di dare la precedenza a coloro che , in ossequio alle nuove disposizioni di legge  entrate in vigore quest’anno ,  dimostrano la  conoscenza di altre due lingue nazionali, del territorio, della cultura e delle istituzioni del Cantone e della Confederazione".Concludendo: "Ovviamente nel caso in cui dovessero essere disponibili più posti d’insegnamento da attribuire rimane determinante  il risultato del colloquio e ciò indipendentemente dalla provenienza dei candidati. La giurisprudenza non consente di operare diversamente.Dalle esperienze svolte in questi anni si evidenzia come  le capacità pedagogiche-didattiche ,l’impegno e la preparazione  ai  colloqui di assunzione siano aspetti molto importanti. In alcuni casi, e senza voler generalizzare, abbiamo colto un diverso modo di porsi tra candidati residenti e candidati provenienti dall’estero. Solo a questo aspetto si riferivano le mie considerazioni e non  certo all’operato di chi insegna nelle nostre scuole che ho modo di apprezzare quotidianamente. Il fatto che ca. il 97% dei docenti cantonali risieda in Ticino  e che i frontalieri nelle scuole pubbliche cantonali  siano il 3% (vale a dire  100 persone delle 3577  che insegnano in queste scuole ) esprime chiaramente l’ attenzione con la quale  l’autorità cantonale segue le procedure di assunzione".

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