
14 aprile 2013, Mendrisio diventa "grande". Con l'aggregazione di Meride, Besazio e Ligornetto nasce l'attuale Città che già comprendeva gli ex comuni di Mendrisio, Salorino, Rancate, Genestrerio, Capolago, Arzo e Tremona. A cambiare, nel frattempo, è anche stata la guida dell'esecutivo: dopo 46 anni di guida popolar democratica (oggi Il Centro), il sindacato nel 2018 è passato al PLR con Samuele Cavadini a capo del Municipio Momò. Con lui Ticinonews ha voluto ripercorrere questo decennio, parlando delle sfide attuali, di quelle passate ma anche di quelle future.
Che bilancio si può fare di questi 10 anni di aggregazione?
“Sicuramente un bilancio positivo. In questo decennio si è creata una nuova realtà che è molto in movimento e cerca di dare risposte puntuali ai propri cittadini. C'è ancora molto da fare, cerchiamo di migliorare quanto non funziona, ma la strada è quella giusta".
La Filanda, la SUPSI, il centro di pronto intervento. Questi sono tutti progetti realizzati dalla "vecchia" Mendrisio. Cosa risponde a chi dice che i quartieri sono stati trascurati?
"Quelli citati sono investimenti che vanno a vantaggio di tutta Mendrisio. La Filanda si rivolge a un'ampia cittadinanza e probabilmente l'allora Comune di Mendrisio non sarebbe riuscito a realizzarla. Non abbiamo dimenticato i quartieri, sappiamo benissimo di dover realizzare determinate opere, ma alcune sono state portate a termine: il rifacimento delle sedi scolastiche nei quartieri di montagna, il nuovo parco del Laveggio ad esempio. Recentemente Mendrisio ha adottato le nuove linee strategiche 2035 che danno una visione proiettata nel tempo per cercare di rispondere al meglio alle esigenza di tutta la nuova Città".
Chi abita nei quartieri si sente di Mendrisio?
"Mendrisio viene definita Città dal punto di vista istituzionale perché superiamo i 10mila abitanti, ma si tratta di una realtà che non si è mai costituita come tale. Locarno, Lugano e Bellinzona sono da sempre città e hanno un assetto urbano differente. Sul Ceresio e nella Turrita hanno affrontato le rispettive aggregazioni, ma l'identità cittadina era già presente. Noi questo sentimento lo dobbiamo ancora costruire. Per me questo non è un difetto, mi fa piacere vedere i cittadini orgogliosi di fare parte del proprio quartiere e valorizzarlo con diverse attività. Lo sforzo sta nel fare capire a tutti l'appartenenza allo stesso Municipio, i vantaggi che porta questa realtà".
Dopo 10 anni nel 2023 avete aumentato il moltiplicatore. Siete ancora attrattivi fiscalmente?
"Sicuramente siamo ancora attrattivi perché tra le città ticinesi il nostro moltiplicatore è tra i più bassi, ora è al 77%. Per garantire la realizzazione di alcune opere e i servizi ai cittadini la leva fiscale può essere utilizzata, noi siamo stato molto attenti a farlo, infatti l'aumento è stato del 2%. Un incremento quasi impercettibile per la maggior parte dei cittadini. L'aumento del moltiplicatore è stato deciso anche per avere delle finanze sane e in equilibrio, infatti siamo tornati in positivo malgrado di prevedevano delle cifre in rosso".
Traffico e siccità, i problemi di Mendrisio
"Si tratta di due problemi gravosi. Per il primo parlerei di assetto territoriale, perché bisogna cercare di far sì che il territorio sia più resiliente al traffico. Parlare solo di questo e non di quanto c'è nel Mendrisiotto porta ad avere un'immagine negativa di Mendrisio. Sicuramente dobbiamo rispondere a questi problemi, ma non siamo gli unici a doverlo fare perché le competenze comunali hanno dei limiti. In seguito si passa al livello cantonale, nazionale, internazionale. Buona parte delle colonne sono dovute alle auto in provenienza dall'Italia. A mio parere il problema più pressante, ma anche la nostra grande opportunità, sta nella pianificazione del territorio e all'attenzione che vogliamo dare a questa regione".
Mendrisio come unico, cosa ne pensa?
"Per me bisogna fare una tappa intermedia e pensare ad avere due poli. Attualmente il passaggio a comune unico sarebbe un salto troppo importante. È chiaro che se l'entusiasmo e i mezzi messi a disposizione dalla regione e dal Cantone potrebbero portare a situazioni diverse, la mia opinione potrebbe cambiare. In questo momento, però, ritengo che un Mendrisiotto a due poli sia una soluzione utile".
Quali sono i grandi progetti di Mendrisio per il futuro?
"Stiamo portando avanti il discorso inerente il piano direttore comunale, ci sono tanti elementi da valorizzare sul territorio. Stiamo portando avanti di piano regolatore, come il comparto stazione ad esempio. Inoltre stiamo lavorando a un progetto di digitalizzazione e di modernizzazione dell'Amministrazione comunale, ma c'è anche l'autosilo a Tremona. Sono diversi i progetti a cui stiamo lavorando per il futuro di Mendrisio".

