
L’arresto di Julian Assange avvenuto ieri a Londra “è molto scioccante”, queste le parole dell’ex procuratore pubblico ticinese Dick Marti. In un’intervista rilasciata alla RTS Marty ha affermato che “Assange non ha fatto che dire la verità, rivelando delle azioni criminali e risvegliadno la coscienza internazionale”. L'ex procuratore ha inoltre denunciato i metodi della giustizia statunitense e la pressione esercitata dalla superpotenza americana nei confronti degli Stati implicati in questa vicenda. “Io stesso evito di viaggiare negli Stati Uniti - ha affermato Dick Marty - potrebbero interrogarmi sull’indagine che ho svolto per il Consiglio d’Europa negli scorsi anni in merito alla prigioni segrete della CIA in Europa ed arrestarmi perché ovviamente non potrei rivelare i dettagli dell’inchiesta”. Da parte sua, Julian Assange, nel 2015 aveva dichiarato, in un’intervista rilasciata alla RTS che “negli Stati Uniti, se si è arrestati per un caso di sicurezza nazionale non si può sperare nella giustizia”.
Nel corso della trasmissione della televisione romanda il consigliere giuridico di Assange, Juan Branco, ha parlato di un “grande sentimento di vergogna per l’Unione europea e per il Regno Unito". Secondo il legale “gli Stati Uniti non hanno il coraggio di affermare di voler perseguire un giornalista solo per avere fatto il suo lavoro, quindi come pretesto lo accuseranno di essere un pirata informatico, ma tutti sanno bene che l’obiettivo è quello di mettere a tacere qualcuno che ha rivelato i crimini commessi dall’esercito americano in Irak e Afghanistan.” Secondo Branco l’arresto di Assange “è avvenuto a causa dell’arrivo del nuovo presidente in Equador, Lenin Moreno, che si è schierato dalla parte degli americani utilizzando Assange in cambio di una serie di accordi militari e commerciali”.
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