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Diciassette decessi sospetti in corsia
Diciassette decessi sospetti in corsia
Diciassette decessi sospetti in corsia
Redazione
7 anni fa
Toccherà a una perizia losannese far luce su queste morti. L'ex infermiere potrebbe essersi avvalso della complicità dei colleghi

Il 45enne ex infermiere dell'ospedale Beata Vergine di Mendrisio, recentemente scarcerato dopo che il suo avvocato ha vinto il ricorso contro il prolungamento della detenzione preventiva, è accusato di aver accelerato la morte di ben diciassette anziani pazienti in fase terminale. Ma non è tutto: stando a quanto anticipato oggi dal Caffé, l'uomo potrebbe essersi avvalso della complicità (silenziosa) di alcuni colleghi del reparto. 

Gli investigatori, spiega il domenicale, hanno recuperato anche alcuni video che sarebbero stati girati proprio dall’ex infermiere con lo smartphone. In almeno uno di questi figurano due colleghi, un uomo e una donna. Il filmato ritrae una paziente con patologie psichiatriche alla quale l’infermiere e i colleghi che si intravvedono cercano di somministrare un medicamento. Si sente anche una voce, quella di una collega dell’imputato, che avverte delle gravi conseguenze che avrebbe potuto provocare quell'operazione. Da questo video gli inquirenti hanno iniziato a vagliare la pista della complicità, del cerchio di silenzio e accondiscendenza che si era creato attorno al 45enne, che resta però l'unico indagato.

Più difficoltoso, però, sarà provare l’accusa principale, quella di omicidio intenzionale ripetuto o omicidio colposo ripetuto. Lo scorso fine giugno il procuratore ha chiesto al Centro universitario romando di medicina legale, a Losanna, una perizia sui 17 casi che nel corso dell’inchiesta si sono rivelati maggiormente sospetti. Si tratta di pazienti deceduti al Beata Vergine e che, appunto, potrebbero essere stati vittime dell’imputato che, ricordiamo, non di rado somministrava ai pazienti la terapia farmacologica, sì prescritta dal medico, ma in alcuni casi alterando il dosaggio di morfina, dormicum, elettroliti, ecc senza registrarlo nel sistema informatico dell'ospedale o comunicarlo ai medici.

Il 45enne, lo ricordiamo da sempre si professa innocente e saranno forse i risultati della perizia losannese, non ancora arrivati in Ticino, a dissipare questa intricata matassa...

Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Caffè

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