
«Lei sta dicendo una cavolata». Filippo Lombardi settimana scorsa su Rete4, a «Dritto e rovescio», è stato protagonista di un’accesa discussione con il conduttore Paolo Del Debbio e con gli altri ospiti in studio. Il tema? Crans-Montana. E ieri il municipale di Lugano e già consigliere agli Stati ci ha riprovato, andando su Rai3 a «Lo Stato delle cose» di Massimo Giletti. «È un esercizio estremamente sgradevole e difficile quello di partecipare a trasmissioni italiane in questo momento», spiega a Ticinonews. «Però se tu sai che il tuo paese comunque ha fatto degli errori, devi provare a metterci la faccia, portare almeno le scuse del paese e a cercare di spiegare qualcosa. Poi la caciara dei talk show italiani è tale che è difficile spiegarsi».
«Non ero a mio agio»
Tornando a «Dritto e rovescio», Lombardi ha spiegato di «non essersi sentito preso in giro», perché ha cercato di rispondere negli stretti spazi consentiti alle repliche, ma «non ero soddisfatto e a mio agio. Questo è chiaro e l'ho anche detto ai moderatori, perché questo non deve essere il primo incendiario della trasmissione», ha aggiunto ai nostri microfoni.
«Si sta strumentalizzando Crans-Montana»
I fatti di Crans-Montana stanno diventando un «caso» tra Svizzera e Italia. Nella vicina Penisola «è evidente che si sta strumentalizzando questa cosa, capisco perfettamente che ci sia un referendum sulla giustizia in arrivo e tutti cerchino di sfruttare questa tragedia per un certo scopo, anche se c'è chi lo fa per solidarietà alle vittime». Noi, conclude Lombardi, «siamo vittime di un gioco politico italiano interno, ma anche da noi c'è una ragione similare: è l'occasione buona per mostrare i muscoli nei confronti di questa Italia che ad alcuni non piace e quindi anche da noi viene usata Crans-Montana. Ma neanche questa, secondo me, è una buona risposta».

