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Medio Oriente
Dias: «La vicinanza con l'Iran mette in difficoltà le compagnie aeree. Conseguenze per mesi»
Redazione
4 ore fa
Caos nei cieli del Medio Oriente: migliaia di passeggeri restano bloccati mentre le compagnie deviano le rotte e gli esperti avvertono che i disagi potrebbero durare settimane.

Mentre le grandi compagnie aeree cercano di riorganizzarsi, prosegue la paralisi del traffico aereo internazionale, con decine di migliaia di persone ancora boccate negli scali del Medio Oriente. Come Federica Volonterio, voce del sabato mattina di Radio3i, che abbiamo sentito ieri, ferma all’aeroporto di Muscat, dove si trova ancora oggi, senza alcuna novità di rilievo. «La situazione è identica a ieri. Non abbiamo notizie da parte di nessuno qui e non trovo dei voli che mi riportino in Europa con un senso. Parlo di voli che non passino da Baghdad o che non abbiano tre giorni di viaggio. Ma l'agenzia non sa cosa dirci, perché gli aeroporti sono chiusi; siamo davvero bloccati qui. Devo confessarti che passano i giorni e siamo sconcertati. Oggi, inoltre, è stata una giornata particolarmente dura, perché ci sentiamo un po' abbandonati. Mi auguro che qualcuno ci possa dare presto una mano a rientrare a casa».

In migliaia bloccati

E come Federica, sono decine di migliaia le persone ancora bloccate in Medio Oriente a causa della paralisi degli spazi aerei di Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait, Qatar, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Una delle più imponenti interruzioni del trasporto aereo globale che si ricordino, prodotta dall’escalation militare in Medio Oriente. Oggi, a quattro giorni dall’avvio delle ostilità, le grandi compagnie mondiali stanno cercando di riorganizzarsi con nuove rotte e con qualche timida riapertura. Per cercare di capire a che punto siamo, oggi, ci siamo rivolti a Stefano Dias, controllore del traffico aereo. «Abbiamo notato questa mattina che molti aerei passano dall'India e poi dall'Arabia Saudita per andare verso l'Egitto e infine verso l'Europa.  Poi c'è la seconda rotta che interessa maggiormente l'Asia – dunque la Cina e altre nazioni – che passa sopra la Turchia. Ma questi voli passano anche a sud della Russia, e adesso devono rimanere a nord dell'Iran. Questo porta ad avere un corridoio molto stretto per tutti gli aerei che stanno andando verso l'Asia».

Due tratte sicure

In questo momento sono quindi due le tratte che possono essere percorse in modo sicuro. «È possibile notare dai radar che i voli che passano il Medio Oriente arrivano dall'India, per poi dirigersi verso il sud dell'Oman. Dopodiché, vanno verso l'Arabia Saudita e salgono verso l'Egitto per infine andare verso l'Europa. Poi la seconda parte è quella in Bulgaria, Turchia e poi verso l'Afghanistan e il nord del Pakistan, quindi verso l'Asia. C’è infatti una spaccatura dovuta alla chiusura dello spazio aereo sopra l'Iran». Una situazione molto complessa, che tende a cambiare in modo repentino e imprevedibile. Difficilissimo, dunque, capire quali scenari si aprano nei prossimi giorni. «Non credo che si possano fare degli scenari a breve termine. Penso che nei prossimi giorni sarà ancora difficile riaprire lo spazio aereo in quelle zone – Dubai e Abu Dhabi. La vicinanza con l'Iran mette infatti in difficoltà le compagnie aeree, ma soprattutto la sicurezza dei passeggeri. Dunque, penso che le aperture parziali di questi giorni possano essere delle soluzioni per spostare le macchine e rimpatriare alcune persone, ma credo che vedremo le conseguenze per alcune settimane, se non addirittura mesi. Dubai ha 96 milioni di passeggeri ogni anno, dunque anche nell'arco di pochissime settimane parliamo di centinaia di migliaia di passeggeri».