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Ticino
"Diamo il diritto di voto agli stranieri a livello comunale"
"Diamo il diritto di voto agli stranieri a livello comunale"
"Diamo il diritto di voto agli stranieri a livello comunale"
Redazione
7 anni fa
Lo chiede un'iniziativa presentata da 5 deputati PS: "Permette di estendere il principio di democrazia"

Dare ai Comuni la facoltà di concedere ai residenti di nazionalità estera il diritto di voto in materia comunale. È quanto chiede un'iniziativa parlamentare elaborata, presentata da cinque deputati PS in Gran Consiglio (Fabrizio Sirica, primo firmatario, Anna Biscossa, Laura Riget, Carlo Lepori, Gina La Mantia e Nicola Corti) che propone di modificare l'art. 28 della Costituzione cantonale. I promotori, che riprendono una proposta bocciata il 18 dicembre 2013 dal Gran Consiglio, ritengono che la democrazia "si deve adeguare alle nuove aspettative della cittadinanza".  

Situazione attuale

Attualmente gli stranieri non possono partecipare né alle votazioni federali né alle elezioni federali, ricordano i socialisti. Per contro se il diritto cantonale e comunale lo prevede, possono esprimere il loro voto agli scrutini cantonali (come ad esempio anche l’elezione del Consiglio degli Stati) o comunali. Per beneficiare di questi diritti, spesso è richiesta una durata minima di residenza nel Cantone o nel comune.

A livello cantonale i Cantoni di Giura e Neuchatel concedono il diritto di voto (non di elezione) agli stranieri. Nella Svizzera francese, a livello comunale, quattro Cantoni (Vaud, Friborgo, Neuchâtel e Giura) concedono il diritto di voto e di eleggibilità. Nella Svizzera tedesca Basilea Città, i Grigioni e Appenzello Interno danno la possibilità ai comuni di concedere soltanto il diritto di voto agli stranieri (diritto passivo) e non l’eleggibilità (diritto attivo). Il Parlamento del Canton Zurigo ha invece votato ad inizio 2020 su tale ipotesi.

Un'estensione della democrazia e un aiuto per le realtà locali

I socialisti ritengono che la proposta "sia un’estensione importante ed auspicabile del nostro sistema democatico". In Canton Ticino gli stranieri rappresentato più del 28% degli abitanti ticinesi (100'788 su 353’343 cittadini). 

"Di loro, 60'880 (il 17% del totale della popolazione) sono domiciliati, ossia stranieri in possesso di permesso C che abitano in Ticino da almeno 5 anni" ribadiscono i socialisti. "Molte di queste persone sono stranieri nate e cresciute in Ticino, alcune delle quali presenti da più generazioni, ma che non hanno mai richiesto il passaporto rossocrociato. I motivi possono essere molti e sicuramente, in un periodo storico come quello attuale, nel quale moltissime persone sono in condizione economica precaria o difficoltosa, la spesa che comporta la richiesta di naturalizzazione è un importante deterrente".

"Il livello comunale è quello più prossimo al cittadino e al territorio" sottolineano i promotori dell'iniziativa, secondo cui permettere ai cittadini residenti stranieri di votare ed essere eletti nei consessi comunali "potrebbe estendere il principio di democrazia, avvicinando molte persone alle istituzioni e promuovendone l’integrazione".La possibilità di concedere il voto e l’eleggibilità a livello comunale potrebbe essere inoltre di aiuto "anche nelle realtà più piccole, dove trovare persone che si mettono a disposizione per i consigli comunali è sempre più difficile. Le dirigenze dei partiti politici conoscono bene questa situazione. Quante volte si è chiesto a brillanti cittadini, magari punti di riferimento nel mondo civile e sul territorio, di mettersi a disposizione per il consiglio comunale, per poi scoprire con grande sorpresa che non sono cittadini svizzeri e, purtroppo, non hanno il diritto di contribuire?"

Rispetto delle sensibilità locali e dell’autonomia dei Comuni

I promotori evidenziano che l'iniziativa tiene in considerazione "l’autonomia dei Comuni". Per questo motivo si intende inserire la possibilità e non il diritto automatico, di conferire il diritto di voto e di eleggibilità a livello comunale.

"Siamo consapevoli che l’iniziativa elaborata in questione può unicamente inserire il principio nella costituzione, l’applicazione verrà disciplinata dalla legge" precisano i socialisti. "Tuttavia possiamo indicare che in fase di attuazione legislativa si potrebbe porre come criterio 10 anni di residenza nel Comune, come succede in molti Cantoni romandi che hanno questa possibilità. Il diritto di voto implica chiaramente anche il diritto di firmare domande di referendum e iniziative comunali".

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