
Con un'interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato, il deputato PLR Fabio Käppeli ha chiesto di fare chiarezza sull'Associazione Consumatori della Svizzera Italiana (ACSI), rea a suo dire di essersi trasformata in "un'organizzazione di propaganda per il Partito socialista". In oggetto, i sussidi pubblici di cui beneficia l'ACSI, che hanno spinto il giovane gran consigliere a chiedere se "sia mai stata effettuata una valutazione dell'utilità e dell'opportunità dei finanziamenti per questo beneficiario."
In attesa di una risposta dalle autorità cantonali, abbiamo contattato la segretaria generale di ACSI, per una replica alle accuse formulate: "Riteniamo di essere totalmente liberi dalle posizioni dei partiti. Noi prendiamo posizione solo su alcuni temi in votazione, quando siamo convinti che tocchino gli interessi del consumatore", spiega Laura Regazzoni Meli. Ma la posizione, tende alla sinistra? "Che dire, a volte forse ci avviciniamo alla sinistra, ma pensiamo per esempio alla pianificazione ospedaliera: in quell'occasione abbiamo assunto una posizione diversa." A sollevare le perplessità di Käppeli, forse anche la presa di posizione sull'imminente votazione sul nucleare: "Se il deputato si riferisce al nucleare, noi ci siamo espressi in modo contrario sin dal 1974."
Insomma, l'ACSI ritiene di "lavorare per tutti i consumatori": "Nel comitato sono rappresentati membri delle varie aree politiche e si discute sempre di quello che riteniamo sia l’interesse dei consumatori, al di là di qualsiasi steccato politico." La segretaria, a tal proposito, ha a cuore un esempio pratico: "Quando otteniamo dei successi come il blocco delle telefonate commerciali da parte di Swisscom, si tratta di una vittoria per tutti i consumatori svizzeri."
Sul fronte dei sussidi, "nulla di nascosto" stando a Laura Regazzoni Meli: "Riceviamo sussidi federali e dal fondo della lotteria. I nostri conti sono approvati da un'assemblea e resi pubblici a tutti, sulla Borsa della Spesa. I nostri 10mila soci ne sono a conoscenza."
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