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"Di questo passo ci sarà chi vuole abolire il Natale..."
"Di questo passo ci sarà chi vuole abolire il Natale..."
"Di questo passo ci sarà chi vuole abolire il Natale..."
Redazione
9 anni fa
Il PPD contro il PS sull'auspicio di abolire in futuro l'insegnamento di religione facoltativo alle medie

Il PPD prende posizione sul compromesso dell'insegnamento religioso trovato dopo un "iter pluriennale" tra il Direttore del DECS Manuele Bertoli, Monsignor Vescovo Valerio Lazzeri e Eva Huhn, rappresentante della Chiesa evangelica riformata. "A queste persone, che si sono sedute ad un tavolo e sono riuscite a trovare un accordo intelligente, moderato e che va bene a tutti, va un plauso di riconoscenza" sottolinea il PPD in una nota.

L'accordo, ricordiamo, prevede l'insegnamento di religione facoltativo dalla prima alla terza media, mentre un corso di storia delle religioni come materia obbligatoria in quarta media.

"Tutto bene? Per molti sì ma non per tutti" evidenzia il PPD, che si scaglia in particolar modo su "una parte" del partito socialista che ieri, tramite un comunicato, ha auspicato, citiamo, "a mettere in discussione anche l’insegnamento della religione nelle classi I, II, III" in un prossimo futuro (vedi articolo suggerito). 

Una posizione che non va evidentemente giù al PPD, che difende la libertà individuale: 

"Per alcuni non basta che il corpo sia facoltativo per chi lo desidera frequentare, per loro questa possibilità va abolita tout court, essendo il messaggio evangelico di amore, pace e fratellanza nonché aiuto al prossimo, un pericoloso esempio di civiltà che va contrastato ed eliminato dal pianeta" scrive il PPD.

"Nella loro presa di posizione" prosegue il PPD, "una parte del partito dell'on. Bertoli parla di problematiche della società odierna legate ai concetti di (...) estremismo religioso". Siamo convinti che ad essere pericolosa e preoccupatnte è la volontà di alcuni nel voler annientare e neutralizzare le tradizioni, simboli e radici della nostra identità e del nostro paese. Un paese che i nostri avi hanno costruito con il sudore e del quale ne andiamo fieri, ma che oggi, in nome di un "approccio neutrale" e di una pseudo integrazione portata all'eccesso, per qualcuno deve spingersi addirittura a vergognarsi delle proprie radici".

"Noi delle nostre radici ne andiamo fieri e riteniamo che ci sia posto per tutti, senza nessun bisogno di escludere o di limitare la libertà individuale. La maggioranza della popolazione, ne siamo sicuri, al di là del proprio credo personale che è e resta un fatto privato, non è assolutamente concorde con questo approccio di limitazione della libertà personale e di auto-annullamento dei fondamenti della nostra storia e della nostra civiltà, con l'unico scopo di non infastidire - così ritiene parte del PS - le altre culture che generosamente vengono ospitate e che nessuno di noi vuole, al pari della nostra, eliminare e ancor meno ghetizzare".

"Ma se si continua di questo passo" conclude il partito, "ci sarà chi vorrà abolire il Natale, i presepi, il san Nicolao, le feste popolari e magari anche il dialetto ticinese, per far largo a proposte sconclusionate come il riconoscimento di nuove lingue nazionali".

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