
Il 26enne cubano che scatenò lo scontro ammette i fatti ma si oppone all’espulsione dalla Svizzera, oggi l’appello
Non contesta la condanna per tentato omicidio né la pena, il 26enne cubano che fu considerato la mente della rissa avvenuta di fronte al Blu Martini di Lugano il 21 ottobre 2017. In primo grado il giudice Mauro Ermani gli aveva inflitto 5 anni di carcere, vendendo in lui uno degli ispiratori della spedizione punitiva che lo aveva portato in Città, assieme a tre complici, dal Mendrisiotto dove vive.
Oggi così, davanti alla Corte d’appello e di revisione penale, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will, si svolgerà il processo di secondo grado. Come riporta la Regione, il 26enne, difeso dall’avvocato Daniele Molteni, chiederà di rivedere la decisione di espellerlo dalla Svizzera, che lo costringerebbe ad abbandonare la madre e il fratello e tornare a Cuba.
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