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Ticino
Di Maio in Ticino: “Vi aspettiamo in Italia”
IN AGGIORNAMENTO - Il Ministro degli affari esteri italiano dopo l’incontro con le delegazioni a Chiasso Brogeda si è spostato a Ligornetto per i colloqui ufficiali con il suo omologo svizzero

Il Ministro degli affari esteri italiano Luigi Di Maio, in occasione dell’incontro con il Consigliere federale Ignazio Cassis, è atterrato all’aeroporto di Agno attorno alle 10.00. Il Ministro si è recato in Ticino per un incontro bilaterale con il Capo del DFAE in concomitanza del ripristino della libera circolazione tra i Paesi dell’area Schengen.

Dapprima le delegazioni si sono incontrate a Chiasso-Brogeda, dove Di Maio è stato accolto dal suo omologo svizzero. Entrambi con le mascherine, si sono scambiati un saluto con il gomito per rispettare le misure di igiene. Stando al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) l’incontro vuole sottolineare la distensione dopo la crisi del Covid-19. A sottolineare questa distenzione lo stesso Cassis su Twitter: “La frontiera che ci ha separati oggi ci riunisce. Grazie al collega per l’ottima collaborazione nella crisi”.

Di Maio ha invece fatto leva sul ripristino dei flussi turistici. “Per il nostro turismo la riapertura con la Svizzera è un fattore molto importante, nel periodo estivo infatti sono davvero tanti i cittadini svizzeri che scelgono l’Italia per trascorrere le proprie vacanze” ha scritto il ministro sulla sua pagina Facebook mentre si trovava al valico di Chiasso-Brogeda. “Il confine tra Italia e Svizzera è regolarmente aperto” ha ribadito il ministro, sottolineando che con lo sblocco dei flussi turistici “diamo linfa ai nostri commercianti grazie all’arrivo di turisti dall’estero”.

Successivamente, i Ministri si sono spostati al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto dove ad accoglierli c’era Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato. I colloqui ufficiali sono durati circa un’ora, mentre attorno alle 12:30 è iniziato l’incontro con la stampa.

Gobbi sull’accordo dei frontalieri: “In stallo e incomprensibile”
Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato, ha accolto Di Maio sottolineando i “profondi e storici vincoli di amicizia e collaborazione che da sempre contraddistinguono la quotidianità delle relazioni”. Sui 65 mila frontalieri che ogni giorno si recano in Ticino, il presidente del Consiglio di Stato ha spiegato che “questa presenza comporta anche notevoli criticità in merito alla pressione sul mercato del lavoro locale in termini di dumping salariale, alla concorrenza sleale e al lavoro in nero, alla mobilità transfrontaliera e alla qualità dell’aria”. Inoltre, nel discorso si è soffermato sull’accordo fiscale dei frontalieri definendo la situazione “in stallo e incomprensibile”. L’accordo, prosegue “giace oramai inerte da oltre quattro anni in attesa della firma del governo italiano”. Questa situazione di stallo “è per il Cantone incomprensibile e arreca un grave danno al potenziale di sviluppo della collaborazione tra i nostri territori: riteniamo perciò che sia giunto il tempo di onorare l’impegno preso con il parafo dell’accordo”. Ticino e Lombardia hanno inviato il 30 aprile scorso una lettera con delle raccomandazioni all’attenzione dei rispettivi ministri delle finanze, volte a favorire lo sblocco dell’attuale situazione. “Faccio appello alla sua persona, signor Ministro, affinché attraverso la firma a breve di un nuovo accordo fiscale tutti i lavoratori frontalieri, siano essi italiani o svizzeri, vengano assoggettati a un regime impositivo che - come illustrano giustamente i principi costituzionali dei nostri rispettivi Paesi - garantisca l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi al fisco”.

Cassis: “Grazie per non aver chiuso le frontiere”
Nel suo intervento al museo Ignazio Cassis ha ringraziato l’Italia per non aver chiuso le frontiere ai frontalieri che ogni giorno oltrepassano la dogana per lavorare in Ticino. Il pensiero è andato soprattutto al personale sanitario, fondamentale per gestire la crisi legata al Covid-19., ma anche al fatto che è stato garantito il continuo flusso di merci tra i due paesi. Sull’accordo dei frontalieri Cassis ha assicurato che “faremo di tutto per facilitare l’accordo”. Durante il colloquio i due ministri hanno parlato anche della situazione di Campione d’Italia. “I soldi sono stati versati, ma le fatture non sono ancora tutte saldate”.

La parola è poi passata a Di Maio, che ha ringraziato la Svizzera per l’invio di materiale sanitario. Il ministro italiano si è detto anche cosciente delle “sensibilità svizzere” sull’accordo sui frontalieri, assicurando che tornerà a discuterne con il ministro delle finanze.

Il passaggio di Di Maio in Ticino non è passato inosservato

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