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Ticino
Di ineleggibilità e di destituzioni
Redazione
13 anni fa
In oggetto il prossimo 9 febbraio anche una votazione cantonale che riguarda le cariche pubbliche

Gli occhi sono tutti puntati sull'iniziativa UDC in votazione questo fine settimana. Ma la realtà è che ce n'è anche per il nostro Cantone. Sabato e domenica infatti un'importante modifica della costituzione Cantonale aspetta il sì, oppure il no dei ticinesi. Tema: ineleggibilità e destituzione da cariche pubbliche.

Non una rivoluzione ma piuttosto un astensione a molti ambienti di norme che già sono in vigore per i membri del Consiglio di Stato. Oggi un ministro condannato o perseguito per crimini o delitti contrari alla dignità della carica, può essere destituito o prima ancora essere dichiarato ineleggibile. Una legge che non vale per altre importanti cariche.

Nel testo in votazione si chiede che ciò che vale per i ministri valga anche per Municipali e Giudici di Pace che al momento possono solo essere destituiti. E per i granconsiglieri per i quali al momento non esiste nessuna limitazione.

Un ultimo appunto, Consiglio di Stato e Gran Consiglio, oltre ad invitare a votare per il sì, chiedono di introdurre l'ineleggibilità per i deputati del Consiglio degli Stati. Non la destituzione perché quest'ultima è di competenza federale. Per i sostenitori del no le misure dell'ineleggibilità e della destituzione devono invece essere adottate solo in casi straordinari.

Sulla tipologia di reati il testo non si esprime: dipende dalla carica e dalle responsabilità che si hanno nella gestione di beni pubblici. Saranno i singoli casi a fare giurisprudenza insomma, spiegano dal Dipartimento. In ogni caso per procedere ad una destituzione ci vorrà una condanna per crimini o delitti, la condanna dovrà essere passata in giudicato e dovrà rientrare tra quelle iscritte nell'estratto del casellario giudiziale. E contraria alla dignità della carica.

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