
Come già spiegato da Giorgio Galusero, deputato PLR e coordinatore della speciale sottocommissione che sta vagliando la revisione Legge sull'esercizio della prostituzione, solo tra il 5 e il 10% delle operatrici del sesso attive in Ticino pagano effettivamente le imposte dovute allo Stato.
Un problema dovuto alla grande mobilità di questo tipo di lavoratrici, che si spostano frequentemente da un Cantone all'altro, se non da una nazione all'altra.
Ora però, come riferisce il Corriere del Ticino, la Divisione delle contribuzioni del DFE sembra aver trovato una soluzione per garantire gli introiti fiscali allo Stato. Ovvero obbligare le persone che esercitano la prostituzione a versare un'imposta forfettaria di 25 franchi al giorno al gestore del locale erotico, il quale avrà poi l'obbligo di consegnare il tutto alle autorità fiscali il 1° di ogni mese.
La Divisione delle contribuzioni ritiene che la norma sia applicabile anche a chi lavora negli appartamenti. In questo caso sarà la stessa prostituta a dover versare le imposte il primo giorno del mese, utilizzando dei bollettini forniti dalla Polizia cantonale.
La proposta è giunta sul tavolo della speciale sottocommissione, che potrebbe discuterne già domani.
Tutti i dettagli sul Corriere del Ticino di oggi, a pagina 8.
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