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Ticino
Destinazione 'agricola' per il Corona di Pambio?
Destinazione 'agricola' per il Corona di Pambio?
Destinazione 'agricola' per il Corona di Pambio?
Redazione
9 anni fa
Il Fronte progressista luganese ha presentato una mozione al Municipio: "Basta abusi edilizi: dezoniamo il sedime!"

Destinazione "agricola" per il Bar Corona di Pambio Noranco? Detta così potrebbe sembrare una boutade di fine estate ma la proposta è reale ed è contenuta in una mozione che chiede al l'Esecutivo luganese  “di avviare al più presto una variante di PR per dezonare il sedime del Corona conferendogli una destinazione agricola”.

A presentarla, a nome del “Fronte progressista luganese”, è il consigliere comunale Carlo Zoppi, sostenuto dai colleghi Nicola Schoenenberger, Jacques Ducry, Fausto Gerri Beretta Piccoli, Raoul Ghisletta, Marco Jermini, Antonio Bassi, Simona Buri, Tessa Prati, Demis Fumasoli e Nina Pusterla.

“Con il nuovo masterplan unitario (approvato dal Consiglio comunale lo scorso luglio) si vuole (…) ottimizzare l’uso del territorio dotando progressivamente la Città di un piano regolatore sistematico e coordinato – fanno notare i firmatari - Fino ad allora le vigenti regolazioni risultano insufficienti per garantire una corretta pianificazione che garantisca i principi di sostenibilità e progettualità sanciti dalla Legge federale sulla pianificazione del territorio. Ci troviamo in una situazione di transizione nella quale amministrazione e politica devono evitare la costruzione selvaggia di edifici che renderanno in futuro problematico uno sviluppo coordinato della Città”.

“Gli esempi di zone a rischio sono innumerevoli, dai nuclei pregiati come quello di Gandria al martoriato Pian Scairolo, dove ogni giorno gli abitanti subiscono gli effetti negativi di una mancata pianificazione. La zona toccata Con la presente mozione ci riferiamo all’attuale “zona di nessuno” fra Loreto e Pambio-Noranco a confine con la semiautostrada che collega il centro a Lugano Sud e il Comune di Paradiso”.

“Come realizzato a suo tempo per il Pian Scairolo, riteniamo che anche qui si dovrebbe istituire una zona di pianificazione e prevedere un riordino, attraverso un concorso d’urbanistica, considerata anche la possibilità che questa zona sarà toccata dal prolungamento di Alptransit verso sud - si legge nella mozione - Il comparto è già stato troppo vittima dell’avidità degli impresari del cemento, coadiuvati dalle compiacenti autorità comunali pronte a svendere il proprio suolo pur d’incassare qualche imposta in più”.

“In particolare in zona Corona a ridosso del complesso monumentale della chiesa di San Pietro di Pambio, sul mappale n. 80 permane una difficilmente giustificabile destinazione residua prevista dal vecchio PR di Pambio risalente agli anni ’80. Essendo calata l’attività attuale sul sedime, esiste una concreta possibilità di cambiamento di destinazione ed evitare un nuovo scempio edilizio in un contesto paesaggistico già fortemente compromesso che non può sopportare ulteriore traffico”.

“La gestione del territorio attuale rispecchia gli squilibri economici e le discriminazioni presenti nella nostra realtà locale. Nonostante il rischio ormai imminente di bolla speculativa, a Lugano come in altri comuni continuiamo ad utilizzare lo spazio a disposizione per costruire appartamenti di lusso (che facilmente resteranno vuoti) e altri edifici di dubbia utilità, lasciando in secondo piano le esigenze reali della popolazione.”

“Con la seguente Mozione chiediamo pertanto al Municipio di Lugano di avviare al più presto una variante di PR per dezonare il sedime del Corona conferendogli una destinazione agricola, rendendolo maggiormente coerente con l’azzonamento delle parcelle circostanti al fine di non compromettere eventuali adattamenti necessari per il riordino viario e lo sviluppo futuro della porta sud della nostra città”.

I firmatari chiedono inoltre “che venga presentato a corto termine un credito per la pianificazione dell’intero comparto attraverso un concorso di progettazione, così da poi attuare una variante di piano regolatore complessiva”.

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