
Si è parlato di alta finanza, ma anche di calcio svizzero, nel processo andato in scena ieri alle Assise correzionali di Lugano.
Alla sbarra è infatti comparso un 71enne finanziere romano con passaporto svizzero, accusato di appropriazione indebita per 3 milioni di franchi ai danni dell'ex presidente del Servette Paul-Annick Weiller.
Nel 1994 Weiller e l'imputato crearono un fondo, detenuto in misura del 25% dal primo e del 75% dal secondo. Questo fondo venne poi venduto alla Brigham's per 15 milioni di franchi. Solo che Weiller, prematuramente scomparso nel 1998, non ricevette mai la sua parte.
Gli eredi dell'ex presidente del Servette hanno quindi denunciato il finanziere romano al Ministero pubblico e ieri si è giunti al processo.
La procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti, sottolineando la malafede dell'imputato, ha proposto una pena di 2 anni di carcere con la sospensione condizionale. Il legale del 71enne, avvocato Venerio Quadri, si è invece battuto per l'assoluzione.
In serata il presidente della Corte delle Assise correzionali di Lugano, giudice Mauro Villa, ha emesso il suo verdetto: 20 mesi con la condizionale, per appropriazione indebita. Il finanziere dovrà inoltre risarcire la parte lesa, la società a capo della quale sedeva l'ex presidente del Servette, per una somma che sfiora i 3 milioni di franchi. La Corte ha quindi confermato quasi integralmente l'impianto accusatorio, prosciogliendo l'imputato unicamente per una cifra irrisoria, visto l'ammontare complessivo, di circa 100'000 franchi.
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