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Deraita querela Bersani, ma viene scagionato
Deraita querela Bersani, ma viene scagionato
Deraita querela Bersani, ma viene scagionato
Redazione
8 anni fa
Decreto di non luogo a procedere nei confronti del vice-sindaco di Bellinzona sulla vicenda "legge ad personam"

Il Procuratore Generale John Noseda ha emesso un decreto di non luogo procedere nei confronti del vice-sindaco di Bellinzona Andrea Bersani (PLR), querelato dal consigliere comunale Giulio Deraita (Lega) per diffamazione, calunnia, abuso di autorità e violazione del segreto d'ufficio. Al centro della diatriba l'intervento di Bersani lo scorso 29 gennaio in consiglio comunale, durante il quale aveva sollevato dubbi sull'emendamento proposto da Deraita per trasformare il nuovo regolamento per l'acqua potabile in una legge "ad personam" a vantaggio della sorella. Una situazione che aveva scatenato un botta e risposta tra il PLR e lo stesso Deraita (vedi articoli suggeriti). 

La vicenda, come detto, si è conclusa con un non luogo a procedere, con Noseda che ha giudicato "inapplicabili" i reati ipotizzati da Deraita: "Inannzitutto" rileva il pg, "le critiche mosse al querelante (ovvero di aver proposto un emendamento "ad personam") non sminuiscono e ledono la sua onorabliità bensì semmai unicamente la sua attendibilità politica". Il problema sollevato dal vicesindaco, evidenzia Noseda, "riguardava un possibile 'caso di collissione', l'emendamento essendo volto a favorire (a detta dello stesso querelante) solo "4 o 5 casi" tra cui quello della sorella. Di conseguenza, il vicesindaco era sicuramente autorizzato (e verosimilmente tenuto) a sollevare l'opportunità di un siffatto emendamento, stante il divieto di partecipazione alla discussione e al voto di consiglieri in stato di collisione".

Bersani, che non era a conoscenza della querela fino alla comunicazione del pg, commenta così la vicenda: "Le fantasiose accuse del Consigliere Comunale Deraita di fatto sono cadute nel vuoto in pochissimi giorni, ovvero il tempo affinché la competente Autorità penale ne verificasse l’inconsistenza. Constato che le (inutili) spese provocate dal querelante" conclude provocatoriamente Bersani, "saranno a carico dello Stato, mais ça va sans dire…". 

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