
L'incidente nella galleria di base del San Gottardo “ha profondamente colpito il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) e i suoi membri”. Lo scrive il sindacato stesso in un comunicato stampa, dove viene sottolineato come occorra “chiarire rapidamente le cause dell’incidente e trarne le debite conclusioni”. La priorità va in ogni caso “alla sicurezza e alla salute delle colleghe e dei colleghi coinvolti”. Il SEV ha anche voluto mettere in luce il fatto che dal giorno dell’incidente “sono in servizio numerose e numerosi ferrovieri, provenienti dai settori più diversi, che stanno prestando molto lavoro straordinario per contenere al minimo le conseguenze e porre rimedio il più rapidamente possibile”. Il SEV ritiene infatti che la loro sicurezza e la loro salute “devono essere assolutamente protette”.
Sicurezza un fattore centrale
Il SEV ha sempre ritenuto la sicurezza nel trasporto ferroviario “un fattore centrale. Già dieci anni fa era intervenuto presso l'allora Consigliera federale Leuthard contro l'abolizione di stringenti controlli ai treni merci in transito, purtroppo senza successo”. Il SEV continua però a battersi per la reintroduzione di questi controlli, “perché possono contribuire a migliorare nettamente la sicurezza, anche se non avrebbero impedito questo incidente, visto che il treno è stato ricomposto a Chiasso”. Il SEV attende ora con interesse il rapporto del SISI per trarne, se necessario, ulteriori rivendicazioni in materia di sicurezza. “Da sola, la tecnica non basta però per garantire la sicurezza nel traffico merci, né nel traffico viaggiatori. Il personale rimane il fattore principale. Tuttavia, in troppe categorie del trasporto ferroviario vi è carenza di personale, che genera situazioni di pressione, stress, sovraccarico e crea le condizioni per il verificarsi di errori. Il SEV ribadisce quindi la necessità di aumentare il personale in numerosi settori”.
Rösti: “La sicurezza dei viaggiatori sia la priorità”
La sicurezza dei passeggeri deve avere la priorità. Questo il pensiero del consigliere federale Albert Rösti sui lavori in corso nella galleria di base del San Gottardo, per i quali si prospettano tempi lunghi, dopo il deragliamento di un treno merci lo scorso 10 agosto. Il ministro dei trasporti, intervistato dalla radio svizzero-tedesca SRF, si dice dunque comprensivo riguardo a un'eventuale ripresa del traffico viaggiatori attraverso il tunnel solo alla fine dell'anno.
Primo incidente grave in sette anni
Dall'apertura di questo collegamento ferroviario alpino sette anni fa, non si è mai verificato un incidente tanto grave, ha affermato il bernese all'emissione "Tagesgespräch". Fortunatamente almeno non ci sono stati feriti, ha evidenziato. Quanto accaduto dimostra come alternative quali il Lötschberg e la vecchia tratta di montagna del San Gottardo siano indispensabili, ha fatto notare Rösti. Il fatto che quest'ultima non sia stata messa fuori servizio per ragioni di costi è stato un colpo di fortuna, ha aggiunto.
“Niente panico per le tempistiche”
Nessun panico però per le tempistiche prolungate dei lavori. D'altronde, andranno sostituiti otto chilometri di binari, ha ricordato il consigliere federale. La cosa più importante è che la sicurezza dei passeggeri sia garantita alla riprese del traffico nella galleria, ha riassunto il numero uno del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Rösti ritiene inoltre premature eventuali richieste di migliorare i controlli dei treni merci all'estero. Prima di tutto, devono infatti essere disponibili risultati affidabili sulle cause dell'incidente. Il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) presenterà le prime conclusioni la prossima settimana. In una fase successiva, si potrà discutere della questione con l'Unione europea.

