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Ticino
Deputazione ticinese, è l’anno di Fabio Regazzi
Redazione
4 anni fa
Il consigliere nazionale de il Centro racconta le priorità dei parlamentari a Berna nell’anno delle elezioni: “C’è più nervosismo, ma porteremo avanti la nostra agenda politica”.

Il prossimo 27 febbraio a Berna prenderà il via la prima sessione dell'anno delle Camere Federali. In vista dell’appuntamento, oggi si è tenuto l'ormai tradizionale incontro tra la Deputazione ticinese e il Consiglio di Stato per snocciolare temi federali di rilevanza cantonale. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il neo presidente della Deputazione, il consigliere nazionale Fabio Regazzi (Il Centro). Una presidenza che avviene proprio nell’anno delle elezioni, in cui “c’è più nervosismo a livello politico”, racconta a Ticinonews. Ma questo non stravolgerà l’agenda dei parlamentari ticinesi.

Quali sono i temi che stanno più a cuore alla Deputazione ticinese?

“Sono tanti e una buona parte sono sul tavolo da parecchio tempo. Penso per esempio i temi legati alla mobilità, sia in ambito stradale che ferroviario. C'è per esempio il collegamento A2-A13 e il progetto Ferrovia 2050 con una serie di investimenti che riguardano AlpTransit. Ci sono poi temi nell'ambito della sanità e socialità, così come della migrazione. Anche i rapporti con l'Italia sono sempre d'attualità".

La Deputazione, composta da svariati partiti, riesce a fare lobby e marciare compatta in favore del Ticino?

“Nella Deputazione convivono più sensibilità partitiche e ideologiche. Ci sono dei temi sui quali non si riesce a raggiungere un consenso. Su altri invece la Deputazione è compatta e coesa in difesa degli interessi del Ticino. Ci viene riconosciuto anche dagli altri Cantoni e colleghi che, come Deputazione, siamo piuttosto efficaci quando si tratta di fare del lobby politico a livello federale”.

In Ticino si dice che nell'anno preelettorale non si conclude mai nulla di corposo. Vale anche per Berna?

“La scadenza elettorale condiziona un po' l'attività politica. La mia sensazione è che in Ticino questo condizionamento sia più marcato. A Berna si riescono ad affrontare parecchi temi e a prendere decisioni importanti indipendentemente dall'appuntamento elettorale”.

Riguarda alla questione delle possibili suppletive. Come influisce questo tema all'interno della Deputazione?

“A mio modo di vedere è una questione che deve risolvere il Cantone, non è di competenza federale. L’ho già detto più volte: per me non ha senso questa elezione supplettiva, al di là di quello che dice la legge. Se una soluzione va trovata, deve essere il Consiglio di Stato rispettivamente il Parlamento ticinese”.

Uno dei temi cari al Ticino è il problema dell'aumento dei premi di cassa malati. Su questo fronte ci sono novità

“È un tema riscorrente e sentito. Non ci sono sviluppi particolari per il momento. È sempre sotto il nostro radar, ma il margine di intervento è piuttosto limitato. Cerchiamo tuttavia di mantenere alta la pressione”.