
"Ma lei pensa che noi cambiamo idea solo perché la Widmer Schlumpf ci fa le ennesime promesse? Neanche per sogno!"
È chiarissimo il pensiero del coordinatore della Lega Attilio Bignasca in seguito alla presa di posizione della deputazione ticinese alle Camere federali, che quest'oggi si è detta contraria al blocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri, nonché intenzionata a scrivere al Consiglio di Stato ticinese per chiedergli di pazientare. Ancora un anno, secondo quanto promesso dalla consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf nell'incontro tenutosi ieri a Berna.
"I nostri due consiglieri di Stato porteranno a breve sul tavolo del Governo il documento con il quale chiederanno il blocco totale dei ristorni" ribadisce Bignasca. "Ieri non è emerso nulla di nuovo, quindi non vedo proprio perché dovremmo fare dietrofront."
Secondo il coordinatore della Lega il comunicato della deputazione ticinese profuma troppo di PPD. "È la classica cosa da uregiatt, si vede che l'ha scritto il presidente della deputazione" afferma. "I nostri due consiglieri nazionali non sono di certo dello stesso avviso."
"Negli ultimi 10 anni Berna ci ha rubato quasi un miliardo di franchi, tra perequazione e ristorni" aggiunge Bignasca. "E ora noi dovremmo star qua ad ascoltare le promesse di Eveline Widmer-Schlumpf? No, l'unica cosa che potrebbe farci cambiare idea sono delle promesse per iscritto da parte del Consiglio federale. Le parole sono solo aria fritta."
Attilio Bignasca continua a credere nell'utilità del blocco dei ristorni, anche se il primo non aveva portato a grandi risultati. "Aveva almeno avuto il merito di sollevare il problema. E poi non dimentichiamo che i ristorni erano stati sbloccati in ottobre, due anni fa, perché il Consiglio federale aveva assicurato che entro Natale le trattative con l'Italia si sarebbero concluse. Ma di quale Natale stava parlando?"
AS
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