
Interviene anche la STAN sulla demolizione del deposito ARL a Viganello, opponendosi alla domanda di costruzione. Secondo l'associazione l'abbattimento della stazione è un "errore strategico" della città che si appresta a concepire visioni pianificatorie: "sarà difficile spiegare lo scopo di nuove misure pianificatorie quando quelle in vigore non vengono applicate coerentemente nemmeno se contemplano la valorizzazione di elementi significativi come la Ferrovia Lugano Cadro Dino". Secondo l'associazione le norme di piano ( NAPR) definiscono la Ferrovia Lugano-Cadro-Dino con la numerica APNP 5 e con la dicitura “elemento paesaggistico protetto” e la stazione "è componente inscindibile della Ferrovia Lugano-Cadro-Dino". In questo senso la Stan denuncia la "poca lungimiranza" del comune di Lugano nel proteggere e valorizzare un edificio importante per il quartiere e la città.
"L’edificio che ora gli operatori immobiliari vorrebbero demolire" sottolinea l'associazione in una nota, "è testimonianza di indubbio valore: non memoria fine a sé stessa ma strumento essenziale per esaminare le novità con il patrimonio di informazioni tratto dall’archivio dei fatti che sono già accaduti. Ed è un fatto che la vecchia stazione è un punto di riferimento culturale e umano, prima che urbanistico".
"Recentemente Fabio Dozio scriveva che il Luganese accumula progetti e non opere" prosegue la STAN. "Nel caso del deposito Arl di Viganello, se viene concessa la licenza edilizia, si demolisce un’opera valida invece di fare urbanistica sostenibile. Comprendere e individuare lucidamente le problematiche più impellenti, evitando sul territorio le conseguenze di forme di sviluppo non sostenibili è compito dell’ente pubblico, anche e specialmente nell’applicazione del piano regolatore".
La Stan denuncia infine aspetti di ordine paesaggistico, urbanistico e architettonico ritenuti "non confacenti alla normativa in materia, con particolare riferimento al fatto che si constata un sovradimensionamento del piano regolator". Non è inoltre chiaro "se siano rispettate le disposizioni per le aree di svago e per il verde, a fronte del forte aumento di superfici adibite all'abitazione che il progetto prevede. I vincoli e l'uso dei locali per residenze alberghiere e paralberghiere sono dubbi e nel progetto figurano locali abitabili (camere e locali di lavoro alberghiero) al piano interrato, quindi problematici". Infine il progetto presentato "è conflittuale con aspetti di qualità di vita determinanti come l’esposizione alle immissioni foniche. Manca inoltre la base legale per l’esenzione a realizzare i posteggi richiesti".
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