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Ticino
Denunciati 9 matrimoni forzati in Ticino
Denunciati 9 matrimoni forzati in Ticino
Denunciati 9 matrimoni forzati in Ticino
Redazione
10 anni fa
La casistica riguarda il 2015, ma il fenomeno è in aumento. Le vittime sono spesso giovani donne minorenni straniere

È una tendenza in aumento quella dei matrimoni forzati. Nel solo 2015 i casi registrati in Ticino sono 9 e altre segnalazioni sono giunte nei primi mesi di quest'anno. Le cifre sono fornite nell'edizione odierna del Giornale del Popolo, che dedica ampio spazio alla problematica. 

Le vittime sono spesso giovani donne straniere non ancora maggiorenni, sulle quali incombe il volere della famiglia. Il fenomeno non è riconducibile a una particolare appartenenza etnica o religiosa, ha specificato Sara Grignoli, antropologa e coordinatrice del progetto ticinese Precodo (Prevenzione, consulenza e formazione) al giornale. Tra le comunità più interessate in Svizzera ci sono popolazioni provenienti dalla Turchia, dallo Sri Lanka e dai Paesi balcanici. Dati che sono riconducibili ai flussi migratori che interessano il nostro paese. 

Alla base delle unioni forzate c'è spesso una pratica famigliare consolidata, più che una punizione per un comportamento ritenuto irrispettoso da parte della figlia o verso la cultura di provenienza. Spesso infatti capita che la madre e la nonna abbiano a loro volta sposato un uomo scelto dai genitori, un matrimonio combinato che si è rilevato positivo. 

Per arginare il fenomeno la Confederazione si è già attivata. Dal luglio 2013 è entrata in vigore la legge federale sulle misure contro i matrimoni forzati, un decreto che permette di dichiarare nulla l'unione se uno degli sposi è stato forzato contro la sua libera volontà o se è minorenne. Parallelamente Berna ha investito anche in progetti di prevenzione, tra i quali c'è il ticinese "Precofo".

"Ci si è resi conto di quanto fosse necessario creare delle reti tra i diversi servizi attivi sul territorio cantonale per poter ricevere più facilmente le segnalazioni" ha dichiarato ancora Grignoli al Gdp. Segnalazioni che di solito giungono direttamente dalla polizia o dal servizio per l'aiuto delle vittime di reati (servizio LAV). Ma spesso si viene a conoscenza di tali situazioni quando sono già critiche. Per questo, sottolinea ancora Grungnoli, fondamentale rimane la prevenzione, soprattutto nelle scuole. 

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