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Ticino
Denuncia di UNIA: al Palace scoppia la bomba
Redazione
15 anni fa
Saverio Lurati: "Abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al Ministero". Giovanna Masoni: "Pagamenti sospesi"

Venivano versati salari da 8-11 euro anziché da 24 euro. E così una persona è stata arrestata e un’altra è indagata per presunte irregolarità sull’impiego dei dipendenti al cantiere dell’ex Palace di Lugano. Lo ha confermato stamane il Ministero Pubblico. Si tratta di un procacciatore di forza lavoro, detto altrimenti caporale, che lavora per la IPI, una ditta ticinese nata nel 2008 attiva nell'edilizia che si è aggiudicata un subappalto dalla COMSA, l'impresa generale responsabile della costruzione dell’ex Palace. "Il caso lo stiamo seguendo da tre mesi – ha confermato stamane in conferenza stampa il segretario di UNIA Saverio Lurati di UNIA – e questo è un giorno importante per l'edilizia ticinese”. “I casi che denunciamo oggi - ha aggiunto - sono il segnale di un degrado sempre più diffuso nell'edilizia cantonale. La situazione è peggiorata. E dunque abbiamo deciso di cambiare strategia. E, per mettere degli argini a questa situazione, di rivolgerci direttamente al Ministero Pubblico”. “Vogliamo così anche evitare – ha detto ancora Lurati – che si diffonda la volontà di emulazione, fenomeno che spesso abbiamo registrato in passato, che avrebbe spinto altre imprese ad agire scorrettamente al motto del così fan tutti". I casi denunciati al cantiere dell'ex Palace riguardano oltre al diffuso utilizzo dei caporali, anche delle retribuzioni fasulle e dei metodi intimidatori che hanno colpito i lavoratori del cantiere luganese. Dai lavoratori distaccati alle notifiche di breve durata che sfuggono ai controlli. "C'è un altro fenomeno preoccupate – ha concluso Lurati – ed è che i lavoratori stabili stanno diminuendo, mentre tutti gli altri aumentano”. >>> AUDIO : ascolta le interviste rilasciate dalla municipale luganese Giovanna Masoni e da Enrico Borelli di UNIA a Radio 3iii

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