
“Sono sorpreso”, dice Edo Bobbià, direttore della Società di impresari costruttori in Ticino (SSIC), ai microfoni di Radio 3iii. Sorpreso perché anche ieri sono emersi nuovi casi di subappalti in due cantieri privati di Porza e Pregassona. Nel privato il subappalto è lecito. Non lo è però quanto scoperto dal sindacato UNIA: operai costretti a dormire sui cantieri, pagati a cottimo o addirittura non pagati. “Proprio stamattina alle nostre associate ho mandato una comunicazione con alcune raccomandazioni: fare molta attenzione - spiega Bobbià - e procedere con etica e professionalità rispetto ai subappalti. Perché è proprio lì che si nasconde l’insidia maggiore”. Tra le varie proposte di UNIA per arginare un fenomeno che si sta allargando a macchia d'olio, vi è anche quella di bloccare i subappalti. Ma su questo punto, il direttore della SSIC è cauto. “Bloccare i subappalti non è così facile. Primo, il subappalto deve essere concesso nel capitolato d’appalto. Secondo, i subappalti devono essere regolamentati; cioè chi prende l’appalto deve dire a chi dà il subappalto”. “Il problema - specifica Bobbià - è il controllo: bisogna definire chi controlla i vari subappaltatori. E questa è una situazione nuova, conseguente all’apertura dei mercati”. Oggi pomeriggio Bobbià, che è pure deputato PLR in Gran Consiglio, denuncerà questa situazione. “Si devono intraprendere delle misure legislative atte ad evitare questo stato di cose, perché il gioco del subappalto, del subappalto del subappalto ecc. non può più essere tollerato. Altrimenti - termina Bobbià - si arriva alle note conseguenze: tutti ci guadagnano e chi ci rimette è l’operaio”.
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