
Il pallone non è al centro della scena all'esterno della AIL Arena – dove dalle 20.30 è in corso la sfida tra FC Lugano e Maccabi Tel Aviv, gara d’andata dei playoff di Conference League – e nella zona circostante. L’attenzione è rivolta soprattutto a ciò che potrebbe accadere fuori dallo stadio. Alle 19.30 circa 200 persone si sono date appuntamento davanti allo CSIA di Lugano per una contestazione «netta, visibile e determinata» contro la presenza del Maccabi Tel Aviv in città. Il gruppo contesta, tra le altre cose, i legami denunciati fra il club, parte della sua tifoseria e l’esercito israeliano. Il corteo – munito di ombrelli, striscioni e bandiere palestinesi – è partito attorno alle 19.45 su via Ciani in direzione dello stadio.
Ma la Polizia ha sbarrato la strada, per non consentire ai manifestanti di raggiungere l'AIL Arena. C'era chi sventolava un cartellino rosso («Show Israel the Red Card» è lo slogan della manifestazione, non autorizzata), chi urlava «free free Palestine» e «from the river to the sea Palesine will be free».

Alle 20.15 il corteo ha fatto retromarcia e ha imboccato via Brentani, per poi spostarsi in via Trevano. Arrivati all'altezza dello Skate Park, i manifestanti hanno trovato tre camionette della Polizia, con gli agenti in tenuta antisommossa.
Bloccato anche il traffico, con alcune auto che hanno dovuto fare dietrofront.

In via Trevano sono spuntate, sulla stessa asta, la bandiera della Palestina e quella dell'FC Lugano. Attorno alle 21.00 sono stati esplosi alcuni petardi.
Dopo mezz'ora di cori e proteste davanti al blocco della Polizia, attorno alle 21.15 i manifestanti si sono voltati e hanno ricominciato a camminare, tornando all'incrocio tra via Brentani e via Ciani. Poco prima delle 21.45, il corteo si è infine sciolto nello stesso punto in cui si era dato appuntamento, davanti allo CSIA.
Attenzione alta
L'attenzione, come detto, si è concentrata fuori dallo stadio. L’arrivo della formazione israeliana – ne sono consapevoli anche le autorità – rischiava infatti di riaccendere le tensioni legate alla lunga stagione di manifestazioni pro-Palestina andata in scena a Lugano negli ultimi mesi. Sullo sfondo c’è il conflitto nella Striscia di Gaza – «Stop al genocidio, solidarietà con la Palestina» sono tra gli slogan della manifestazione –, ma anche il precedente della partita disputata ad Amsterdam nel novembre 2024 tra Ajax e Maccabi Tel Aviv, durante la quale si verificarono violenze e provocazioni da entrambe le parti. In quell’occasione furono segnalati attacchi contro tifosi israeliani e comportamenti problematici da parte di una parte degli ultras del club israeliano.
La politica
L’MpS ha chiesto al Consiglio di Stato quali misure siano previste per prevenire disordini, razzismo, antisemitismo e violenze. Il PS di Lugano ha difeso il diritto di manifestare pacificamente, chiedendo però di prevenire ogni comportamento violento o discriminatorio. I Verdi del Ticino hanno invece invitato a disertare la partita, ritenendo rischiosa una protesta vicino allo stadio. La Curva Nord ha chiesto che l’AIL Arena resti uno spazio dedicato al Lugano, senza simboli o slogan politici estranei al club.
Intervistata da Ticinonews, Tessa Prati, co-presidente della sezione luganese del PS, ha detto che la Svizzera dovrebbe contribuire a una visione di pace e al riconoscimento dei diritti palestinesi, denunciando «gravissime violazioni del diritto internazionale» da parte del Governo israeliano. Secondo Prati, la presenza del Maccabi può avere conseguenze «sulla nostra società, sull’immagine della nostra società e anche sulla sicurezza».
Il dispositivo di sicurezza
All’interno della AIL Arena la sicurezza è di competenza dell’FC Lugano; all’esterno intervengono Polizia cantonale e Polizia comunale. Le autorità hanno predisposto un dispositivo basato sulla valutazione dei rischi e aggiornabile in base all’evoluzione della situazione.
Il club aveva fatto sapere di attendersi pochi tifosi israeliani, pur considerando la partita potenzialmente a rischio. Particolare attenzione è stata rivolta alla viabilità attorno allo stadio, soprattutto per il blocco di via Trevano, importante per i collegamenti con pompieri e Croce Verde.

