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Ticino
Denti: "Non abbiamo mascherine per tutti"
Denti: "Non abbiamo mascherine per tutti"
Denti: "Non abbiamo mascherine per tutti"
Redazione
6 anni fa
Il presidente dell'Ordine dei medici ha invitato i cittadini a resistere. E ha aggiunto: "Fino a fine aprile lascerei tutto chiuso"

Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici è intervenuto durante il TgSpeciale in onda su Teleticino facendo un po’ di chiarezza su alcuni aspetti legati all'emergenza coronavirus, soffermandosi anche sulla questione delle mascherine.

In Ticino sono stati installati quattro check-point per i sospetti casi Covid-19 e a quasi due settimane dall’apertura si sono registrati più di 300 pazienti. Ve lo aspettavate?“Non abbiamo mai parlato di cifre ma abbiamo parlato di presidi sanitari che hanno lo scopo di ‘svuotare’ gli studi medici e questo dà la sicurezza ai pazienti che devono andare dal medico di base. Ma comunque, considerate anche le cifre assurde in Italia sui decessi di medici di famiglia, lo scopo è tutelare i dottori, i quali hanno un’età superiore ai 50 anni".

In questo momento di emergenza i medici di famiglia sono molto importanti ma molti faticano a mantenere gli studi aperti, è vero?“È troppo presto per determinare con certezza cosa accadrà, ma noi medici viviamo un paradosso. I dottori sono in prima linea ma la nostra attività è prevalentemente telefonica e abbiamo delle difficoltà per il mantenimento degli studi medici”. “A me preoccupano i giovani medici che hanno aperto da poco, in questo modo si rischia di perdere ancora medici di famiglia rischiando di aggravare la situazione del sistema sanitario ticinese". 

Ci sono medici di famiglia che hanno lasciato gli studi per dare una mano agli ospedali?“Sì abbiamo lanciato l’appello anche ai medici di famiglia e lo ha fatto anche lo SMCC che ha creato una piattaforma per annunciarsi. Si può quindi confermare che il sistema sanitario ospedaliero può contare dei medici sul territorio”.

La questione dei tamponi è molto delicata: ci sono medici che ne fanno molti e altri che invece non ne fanno. Ma come funziona?“Abbiamo delle indicazioni precise dall’UFSP e dal medico cantonale. Ma visto che la malattia non è così chiara e che ogni giorno si scoprono sintomi nuovi, è anche probabile che ci siano medici che fanno più test di altri”.

Picco o non picco, tutti ne parlano ma non è chiaro...quando sarà?“Quello che stiamo vedendo è un lieve rallentamento ed è frutto del contenimento ordinato dal Consiglio di Stato ma siamo ancora distanti da capire quando e come sarà questo picco. Forse lo avremo per Pasqua ma è importante sapere che dopo il picco non finirà tutto. Il picco deve essere consolidato e deve durare nel tempo per due o tre settimane ma comunque soltanto quando si sarà consolidato si potrà pensare a ridurre le misure di contenimento e poi ci dovremo preparare al cambiamento, perché non tutto sarà come prima: la malattia ci perseguirà per tanto tempo. Fino a fine aprile lascerei tutto chiuso”. “Il nostro principio è che dobbiamo tutelare il nostro sistema sanitario, dobbiamo accogliere più pazienti possibili e le risorse ci sono ma non sono infinte. Lo vediamo anche in Cina: hanno chiuso, hanno riaperto e ci son ancora casi. Invito con il cuore a resistere, siamo in uno Stato con un sistema sociale invidiato da tutti, quindi i cittadini non si spaventino perché la Confederazione è in grado di affrontare le crisi economiche”.

La Lombardia ha introdotto l’uso delle mascherine. Lo faranno anche qui?“Non abbiamo mascherine per tutti, oggi in primis dobbiamo pensare al sistema sanitario: medici, infermieri, assistenti di cura e personale che fa, per esempio, consegne a domicilio. Un paziente sano se mantiene la distanza dei due metri è in piena sicurezza. Se cambieranno i numeri delle mascherine allora si faranno altri discorsi, ma oggi veramente non ne abbiamo a disposizione e comunque non sono nemmeno utili per tutti. Le mascherine per poter essere usate devono essere consolidate, non vanno tutte bene”.

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