
L’estate 2020 sarà sicuramente diverse dalle altre. La pandemia da coronavirus, inutile a dirsi, ha lasciato i segni soprattutto nel settore del turismo elvetico. Quest’anno, infatti, in mancanza di turisti internazionali si dovrà puntare sull’affluenza indigena. E così ha fatto il direttore di Ginevra Turismo Adrien Genier, lanciando un vero e proprio appello ai confederati a trascorrere le vacanze in Romandia, invitando, però, a dimenticarsi del Ticino. Un appello che non è piaciuto a Max Perucchi, presidente di HotellerieSuisse per il Sopraceneri. “È inutile fare come i nostri vicini e combatterci. Noi attualmente siamo in un momento di crisi e dobbiamo stare tutti insieme”. Insomma, secondo Perucchi lo svizzero è abbastanza intelligente “per capire dove vuole andare a passare le proprie vacanze, non ci abbassiamo ai livelli di dire a qualcuno di non andare in un Cantone”.
Quella di Genier è stata una mossa per tirare acqua al proprio mulino. Ma secondo Perucchi questo non è il modo. “Viene fatto con delle azioni di marketing e non denigrando un Cantone come è stato fatto dal direttore di Ginevra turismo”.
Bilancio turistico
Per quanto riguarda un primo bilancio Perucchi commenta: “È andata abbastanza bene, gli alberghi di 4 e 5 stelle hanno lavorato abbastanza bene perché avevano servizi che erano ancora chiusi (come piscine e wellness)”. Per quanto riguarda l’estate alle porte spiega: “Abbiamo notato che c’è un’ottima risposta per le campagne marketing, ho notato che nel Sopraceneri girano molti romandi, più che il normale”.
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