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Salute
Dengue e Malaria, Garzoni: "Virus importati, ma fate attenzione se andate in zone a rischio"
Redazione
2 anni fa
Dopo le notizie inerenti i contagi di Dengue e Malaria registrati in Svizzera e nei paesi limitrofi abbiamo fatto il punto della situazione con Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Moncucco.

Dengue, Scabbia, Tubercolosi e Malaria. Queste sono solo alcune delle malattia balzate agli onori della cronache negli ultimi mesi. In Brasile, ad esempio, è stato superato il record storico di morti per Dengue, in Svizzera nelle prime cinque settimane dell'anno sono aumentati i casi di morbillo e ultimamente -complici viaggi e migrazioni- si è registrato un incremento dei casi di Malaria, Tubercolosi e Scabbia, come riportato recentemente dal Tages-Anzeiger. Qual è la reale situazione all'interno della Confederazione e in Ticino? Ne abbiamo parlato con Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Moncucco.

Dengue, "molti sono casi importati"

Partendo dalla Dengue, Garzoni ha spiegato come si tratti "di una malattia virale tipica dei paesi tropicali che non esisteva in Europa. Attualmente ci sono delle epidemie in Sud America ed è chiaro che se una persona viaggia in una regione a rischio ha molta probabilità di contrarre la malattia. Molti casi sono quindi importati da turisti o individui che si recano in quelle zone. Se uno fa un viaggio in quelle aree deve sapere che potrebbe ammalarsi di Dengue". Non solo "casi importati" però, perché "anche in Francia e Italia si sono registrati contagi interni al territorio europeo". Questo avviene "tramite una zanzare che morisca una persona infetta e poi trasmette il virus a quella successiva". Fattori che portano anche il Ticino "a rischiare in futuro di registrare piccoli focolai di Dengue o altri virus tropicali come quello del Nilo Occidentale".

Malaria, "fate la profilassi prima di recarvi nelle zone a rischio"

Sulla stampa svizzero tedesca, come scritto, si è parlato di un incremento dei casi di malaria e tubercolosi. "Anche in questo caso", ha aggiunto Garzoni, "si tratta di casi importanti da persone che sono originarie dell'Africa o da turisti che non si proteggono adeguatamente quando vanno nelle regioni a rischio. Non si tratta di una malattia banale, è potenzialmente mortale, quindi se andate a trovare parenti o in vacanze nelle zone endemiche parlatene con il vostro medico e fare la giusta profilassi per proteggervi".