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Ticino
"Delusi dall'assenteismo dei frontalieri"
"Delusi dall'assenteismo dei frontalieri"
"Delusi dall'assenteismo dei frontalieri"
Redazione
10 anni fa
Dopo il flop di sabato, l'Associazione Frontalieri Ticino riflette sul proprio futuro. "Questo è menefreghismo"

Erano attesi in migliaia, sono arrivati solamente in duecento.

Non può certamente essere definita un successo la manifestazione organizzata sabato a Lavena Ponte Tresa dall'Associazione Frontalieri Ticino.

Lo sottolinea pure uno dei soci fondatori dell'associazione, Graziano Storari, il quale accusa i 62mila e passa frontalieri che non hanno partecipato alla manifestazione di "menefreghismo".

“Chiaramente sono rimasto molto dispiaciuto e sorpreso dall'assenteismo ad una manifestazione così importante per il futuro dei lavoratori frontalieri" spiega Storari su Comolive. "Immagino che la maggior parte degli assenti non abbia ancora capito a che cosa si sta andando incontro. La loro inedia è veramente riprovevole, oppure non siamo stati abbastanza chiari nel spiegare loro quali saranno - a breve termine - le conseguenze per i loro stipendi e per le loro famiglie. Del resto, la sera precedente, a Malnate, Vieri Ceriani ed i sindacati lo sono stati eccome: hanno ribadito una tassazione italiana per tutti i frontalieri, anche se spalmata in dieci anni, cosa che abbiamo sempre paventato noi. “Menefreghismo” mi sembra la parola adatta."

“Il Frontierday doveva essere un muro invalicabile da opporre all’arroganza del potere" aggiunge Storari, "invece è stato un momentaneo cedimento dell'armatura. Questo non significa che noi non si debba o non si possa fare meglio. Ci proveremo ancora sperando in una maggiore adesione e coesione da parte di tutti. Oggi stesso ho proposto al mio gruppo Facebook Frontalieri Ticino (conta 8660 iscritti) di impegnarsi loro stessi a creare altri 4 gruppi collegati al principale e suddivisi in 4 macro zone, che potrebbero essere Como, Gandria, Varese e Ponte Tresa, in modo da coinvolgere direttamente sul luogo i frontalieri residenti”.

L'Associazione Frontalieri Ticino vuole quindi ora stringere contatti con le amministrazioni locali, per creare una base capillare. "Questo è il primo correttivo alla nostra marcia sin qui percorsa" afferma Storari. "Del resto, come si è potuto constatare, abbiamo troppi nemici da combattere: gli "avversari" hanno organizzato contemporaneamente altre manifestazioni, per evitare che la nostra manifestazione divenisse il centro dell'attenzione. Ora è tempo di ricominciare a guardare al futuro e dimenticarci di questo passo falso. Abbiamo ancora un’arma in pugno, quella delle prossime elezioni, e noi ricorderemo molto bene chi sono gli amici e chi sono i nemici da evitare."

 "Chi vorrà il voto dei frontalieri" conclude Storari, "dovrà - prima e non dopo - portarci dei risultati, altrimenti potremo persino pensare di creare noi stessi un nostro movimento politico."

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