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Ticino
Dell'Ambrogio: "Tasse universitarie troppo basse"
Redazione
13 anni fa
Il direttore della Segreteria di Stato per l'educazione, la ricerca e l'innovazione vuole lottare contro gli "eterni studenti"

Le tasse universitarie, in alcuni istituti, sono troppo basse. Lo sostiene, in un'intervista a 20 Minuten, il direttore della Segretaria di Stato per l'educazione, la ricerca e l'innovazione, il ticinese Mauro Dell'Ambrogio. Questo spingerebbe molti studenti a prolungare in eterno la loro permanenza all'università, anche quando hanno già deciso di non portare a termine gli studi. Ma, come spiega Dell'Ambrogio, ogni studente costa allo Stato tra i 15'000 e i 50'000 franchi annui. Sono infatti ben 3 i miliardi di contributi intercantonali e sovvenzioni federali di cui beneficiano le università. Una cifra che, secondo Dell'Ambrogio, andrebbe meglio ripartita.Dell'Ambrogio vuole quindi lottare contro quelle università che offrono tasse di iscrizione troppo basse, in quanto è lì che si accampano gli "eterni studenti". I cantoni che ospitano queste università beneficiano così di sovvenzioni maggiori, visto il numero maggiore di studenti, a scapito di quelli con gli atenei più virtuosi."Fossero anche solo il 5% o il 10% sul totale degli studenti, significa comunque che 200-300 milioni di franchi l'anno vengono distribuiti in modo opaco" ha spiegato Dell'Ambrogio. I motivi per cui molti giovani resterebbero iscritti alle università per anni e anni sono, secondo Dell'Ambrogio, la volontà di continuare a beneficiare dei vantaggi per studenti, ma anche ragioni psicologiche: spesso il giovane preferisce mantenere lo status di studente, anche se non frequenta più l'università, per "difendersi" dalle pressioni della famiglia che lo vorrebbe vedere entrare nel mondo del lavoro.Dell'Ambrogio non risponde alla domanda su quale sarebbe la soglia minima per una tassa universitaria. "È soggettivo" afferma. "Secondo certi basterebbero alcune centinaia di franchi, secondo altri migliaia. Sarebbe comunque interessante sapere a partire da quale cifra resterebbero iscritti solo coloro che intendono veramente studiare, mentre gli altri si troverebbero costretti a cercare la loro strada al di fuori del sistema universitario..."

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