
Sì, il 42enne informatico arrestato con l'accusa di aver ucciso e occultato il cadavere di Nadia Arcudi è stato l'ultimo ad aver visto la donna prima che morisse.
Lo ha confermato agli inquirenti, forse inconsapevolmente, la sorella della vittima e moglie dell'uomo, come si legge sul Corriere del Ticino di oggi. La donna ha spiegato che suo marito era passato da Nadia nel tardo pomeriggio di venerdì o almeno che aveva detto di avere intenzione di farlo. Una dichiarazione che rafforza ancor più l'ipotesi secondo cui il 42enne avrebbe trovato la donna ancora in vita, nonostante lui continui a sostenere il contrario. L'autopsia, infatti, ha stabilito che l'orario indicativo della morte di Nadia dovrebbe essere attorno alle 23 di venerdì sera, quindi molto più tardi rispetto al passaggio del cognato.
Gli inquirenti stanno intanto ancora cercando di ritrovare il tappeto della camera da letto che l'uomo ha usato per trasportare il corpo. Egli afferma di averlo gettato in un cassonetto dell'immondizia tra Rodero e Olgiate, dove si è recato a cena, ma finora non si è riusciti a trovarlo. Nessuna traccia neanche dell'ipotetico sacchetto con il quale il 42enne avrebbe soffocato la vittima.
Non da ultimo, sotto analisi è al momento anche la mail inviata dal 42enne sabato pomeriggio verso le 15 dall'account di Nadia. Nel testo egli scriveva di "non stare bene" e di "voler stare da sola": "Ho anche buttato via i biglietti del concerto dei Coldplay" aggiungeva, quasi come per voler evocare uno stato depressivo che potesse suggerire, in caso di ritrovamento del corpo, la tesi del suicidio.
Ma quest'ultima tesi è stata esclusa dagli inquirenti, i quali affermano con certezza che Nadia Arcudi è morta per intervento di terzi.
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