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Ticino
Delitto di Obino: carcere a vita per Marco Siciliano
Redazione
16 anni fa
Agnese Balestra Bianchi: “Alla corte solo la pena detentiva a vita è sembrata adeguata”

“Alla corte solo la pena detentiva a vita è sembrata adeguata”. Sono queste le parole pronunciate dalla giudice Agnese Balestra Bianchi alla conclusione della lettura della sentenza che condanna all’ergastolo Marco Siciliano per l'assassinio della moglie Beatrice Sulmoni, avvenuto la sera dello scorso 25 marzo nella loro casa di Obino (Castel San Pietro).E ancora: “Si è trattato di un processo difficile, nel quale la vittima è stata una madre che si apprestava con tenacia a diventare mamma per una seconda volta. Siciliano, lei ha ucciso una madre, il bimbo che portava in grembo e ha rovinato la vita di suo figlio. Lei ha commesso un assassinio perché la vita di sua moglie è stata soppressa per un motivo che più egoista non c’é: per un infantile sogno di libertà. Per andare verso una nuova relazione sentimentale costruita in parte già sulla menzogna".“E’ assassinio per la doppia modalità. Per l’uso del sonnifero e per il soffocamento. Ha sfruttato in modo infimo, subdolo e ingannatore la fiducia che sua moglie riponeva in lei. La corte è convinta che lei ha deciso consapevolmente di eliminare sua moglie perché secondo lei era un ostacolo e perché era incinta. Dopo le pressioni subite il giorno del delitto - sul mezzogiorno - da parte dell'amante, non poteva più eludere la questione e l'ha risolta nel peggior modo possibile. La modalità del sonnifero e del soffocamento l'hannno poi costretta ad organizzarsi: ha attuato una messa in scena giorno per giorno, con una capacità a dir poco inquietante e sconvolgente di manipolare la sofferenza di chi voleva bene alla vittima". E infine: "Quali attenuanti? Nessuna di un qualche rilievo. La corte ha esaminato l'incensuratezza di Siciliano, ma nelle sue condizioni e col suo vissuto questa è praticamente scontata. Che alla fine abbia messo sul tavolo tutto quello che aveva da offrire agli inquirenti era dovuto. La corte ha provato a considerare anche il carcere preventivo. Insomma, secondo la corte, attenuanti di poco peso. Allora quale pena, in queste condizioni? Deve capire, Siciliano, e speriamo che l'abbia capito, che ciò che ha fatto è di una gravità estrema e inaudita. Non abbiamo fissato nessuna pena di ritorsione o pena esemplare. Abbiamo fissato una pena in grado di ribadire con forza il valore sacro della vita". Italo Carrasco / Matteo Bernasconi

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