
Una scemata imputabilità di grado lieve. È quanto riconosce la dottoressa Alessandra Canuto nei confronti dell’uxoricida di Monte Carasso. Come riferito da Radio3i la perizia psichiatrica, ordinata dalla Procura e recentemente portata a termine dall’esperta di Ginevra, è stata consegnata nei giorni scorsi alle parti. Ed è chiara: al momento dell’uccisione dell’ex moglie, nel luglio del 2016, il 48enne del Locarnese non era interamente in grado di intendere e volere.
L’uomo, come noto, è reo confesso: è stata del resto la sua decisione di costituirsi, due anni dopo i fatti, a permettere alle autorità cantonali di far nuova luce su un caso che a suo tempo era stato archiviato come suicidio. Dopo averla soffocata, infatti, le aveva reciso i polsi, nel tentativo di depistare le indagini. Ma se la posizione dell’uomo - in carcerazione preventiva da inizio maggio con l’accusa di assassinio - sembra ormai definita, resta invece tutta da chiarire quella dell’attuale consorte, 39enne russa anch’essa in carcere, anch’essa per assassinio. La quale, tuttavia, continua a respingere ogni accusa.
L’inchiesta condotta dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, in questo caso, è indiziaria, e potrebbe quindi richiedere ancora del tempo.
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