
Tra un mese il delitto di Daro tornerà in aula, stavolta alla Corte di appello presieduta dal giudice Giovanna Roggero Will. Lo riferisce la RSI.L’autore materiale del delitto, il 18enne serbo allora minorenne, comparirà in aula il 21 marzo. Il ragazzo, difeso dall'avvocato Luca Guidicelli, si trova ancora alla Farera, anche se non vi resterà ancora per molto. Il Tribunale dei minorenni, che lo ha riconosciuto colpevole di assassinio, gli aveva inflitto la pena massima, ovvero 4 anni. In quanto minorenne, però, il giovane assassino potrà beneficiare della liberazione condizionale già dopo aver scontato metà della pena). Considerato il periodo di carcere preventivo, il ragazzo potrà quindi lasciare il penitenziario al più tardi il prossimo 7 luglio. Visto che non ha un permesso di soggiorno, dovrà tornare in Serbia.Paese dove è già tornata la madre, che era stata prosciolta da tutte le accuse. Il processo di secondo grado contro la donna e gli altri due maggiorenni si terrà in primavera. Ma come quello del figlio resterà, almeno per quanto la riguarda, poco più di un esercizio fine a se stesso. Ben difficilmente la 50enne si presenterà alla sbarra. E ben difficilmente, se fosse condannata, si riuscirebbe a farle scontare la pena in Serbia. Se invece il suo proscioglimento venisse confermato, potrebbe chiedere un risarcimento al Cantone e percepire, pur abitando all’estero, una vedovanza di circa 1'600 franchi al mese.
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