
Sembra aggravarsi la posizione della moglie di Arno Garatti, il 46enne barbaramente ucciso a Bellinzona nella notte del primo luglio dello scorso anno. Garatti, lo ricordiamo, era letteralmente stato fatto a pezzi dal figlio della moglie, un 17enne di origine serba. Per gli inquirenti sarebbe stata la donna a spingere il figlio a commettere l’omicidio. La donna nega ogni addebito, ma c’è di più: sarebbe stata lei a pianificare nel dettaglio il delitto. E sembra sia proprio il 17enne a puntare il dito contro la madre. A complicare la posizione dell’indagata anche la testimonianza di un amico della donna, inizialmente arrestato e poi rilasciato. Anche a lui sarebbe stato chiesto di aiutarla a liberarsi di Garatti.
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