
Come abbiamo già riferito è rientrata venerdì dalla Serbia. E sabato la moglie di Arno Garatti è stata sentita dalla polizia cantonale in merito all’agire del figlio di 17 anni arrestato per l’assassinio del patrigno. Ebbene dalla sua testimonianza emerge che era partita per il proprio paese d’origine prima che il figlio commettesse la mattanza nell’appartamento di via Daro 8. Si è insomma dichiarata completamente estranea all'accaduto. Ed è in seguito stata rilasciata.La donna dovrà comunque restare a completa disposizione degli inquirenti: i punti oscuri del fatto di sangue sono infatti ancora molti. Intanto prosegue l’inchiesta della Magistratura dei minorenni. Ed emergono nuovi particolari. Secondo il Caffè il ragazzo avrebbe usato la varechina non per tentare di sciogliere il cadavere del 46enne, ma per pulire le macchie di sangue in bagno provocate con l’accoltellamento e dal successivo smembramento.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

