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Ticino
Delitto di Daro: inizia il processo
Redazione
14 anni fa
Inizierà lunedì il processo per il giovane che nel luglio del 2011 uccise il patrigno Arno Garatti

Sarà rigorosamente a porte chiuse, e del resto così deve essere, perché lo dice la legge. Ma il processo che si aprirà lunedì a carico del giovane serbo che neppure un anno e mezzo fa aveva ammazzato a colpi d’ascia il patrigno Arno Garatti, è destinato ad avere la sua eco. La avrà nonostante il reo confesso all’epoca dei fatti fosse minorenne. Chiuso in carcere dal luglio dello scorso anno, il 17enne ha detto tutto e il contrario di tutto, riguardo ad una vicenda lontana dall’essere chiarita. Tra confessioni, smentite e mezze verità, la storia che si delinea racconta di un ragazzo che un giorno di inizio estate in un negozio di articoli di seconda mano ha comprato un’ascia e due valigie. E poi, ha annunciato, come nulla fosse di voler uccidere il patrigno. Quell’uomo, fragile e menomato da un incidente stradale, che qualche mese prima aveva sposato sua madre. L’ha colpito di notte, nella sua casa di via Daro 8, ripetutamente, e poi lo ha fatto a pezzi. Il corpo senza vita è rimasto nell’appartamento, finché qualche giorno più tardi un amico ha avvisato la polizia. Ne è nata una lunga inchiesta nella quale sono rimasti invischiati anche l’uomo quell’ascia l’aveva venduta, l’amico che aveva chiamato la polizia, e la madre. Contro di lei era stato proprio il giovane a puntare il dito: mia mamma, aveva detto, lei mi ha spinto ad uccidere Arno Garatti. Perché voleva liberarsi di quel marito ingombrante e restare in Svizzera. Una versione che lo scorso luglio non era stata accolta dalla corte presieduta dal giudice Claudio Zali. Dopo 20 ore di camera di consiglio la donna era stata assolta in dubbio pro reo. Dopodomani tocca a lui: a 18 anni appena compiuti, sostenere lo sguardo del giudice.

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