
Carcere a vita per Mitra Djordjevic, la madre del giovane che nel luglio 2011 commise quello che è stato definito il delitto di Daro.
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso inoltrato tramite l'avvocato bellinzonese Pietro Pellegrini, confermando la pena inflittale in contumacia (lei era nel frattempo fuggita in Serbia) il 7 giugno 2013 dalla Corte di appello e di revisione penale. La donna era stata ritenuta colpevole in secondo grado di istigazione in assassinio per l'omicidio di Arno Garatti, e condannata per questo all'ergastolo. Tale decisione è diventata dunque definitiva.
La decisione, riferita oggi ai media dall'avvocato Pellegrini, è stata comunicata alle parti sabato mattina.
Resta ora da vedere se e dove la donna sconterà la pena. Tra Svizzera e Serbia esiste infatti un accordo che prevede l'estradizione, datato 1887, ma non per i cittadini dei rispettivi Paesi. Inoltre la donna parrebbe soffrire di condizioni di salute precarie.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

