
Avrebbe usato un martello il 23enne che giovedì notte ha ucciso la nonna 81enne prima di dare alle fiamme il cadavere. Emergono nuovi inquietanti dettagli sul delitto di Caslano. L’arma del delitto, stando a informazioni raccolte da TeleTicino, è stata trovata sul posto ed è ora nelle mani degli inquirenti. Polizia e Magistratura che al momento non confermano né smentiscono la notizia e spiegano che tutto quanto è stato trovato sul luogo del delitto è al momento al vaglio degli esperti per chiarire l’accaduto. Un lavoro che richiederà ancora diverso tempo e trarre delle conclusioni è ancora prematuro.
Sempre dalle informazioni in ossesso dell'emittente di Melide risulterebbe che, dopo averla colpita con l’attrezzo, il giovane non avrebbe cercato di dare fuoco alla casa, bensì direttamente al corpo dell'anziana, cospargendolo con del liquido infiammabile e dandolo alle fiamme. Non è ancora chiara invece l’ora in cui è avvenuto l’omicidio. L’indagine della Polizia scientifica dovrà definire quanto tempo sia durato il processo di cremazione. E non è escluso che l’uccisione possa essere avvenuta diverso tempo prima dell’allarme dato dai vicini, scattato poco dopo le tre di notte. Infatti se l’atrio della casa, dov’è stata trovata la donna, presenta relativamente pochi segni del rogo, il corpo è invece in condizioni tali da renderne difficile il riconoscimento ufficiale. Non si può quindi che attendere i risultati dell’esame del Dna che potrebbero richiedere ancora alcuni giorni. Ed è anche questo a ritardare lo svolgimento dei funerali, molto attesi a Caslano, dove la donna era amata e attiva nella comunità.
Le motivazioni del delitto, invece, rimangono misteriose. Il giovane, attualmente in detenzione preventiva, ha ammesso i fatti, ma non sembra aver ancora chiarito il movente. Il ragazzo, ricordiamo, soffriva di alcuni disturbi per i quali era stato impiegato anche all’interno di una struttura protetta e non è escluso che avesse una dipendenza da stupefacenti. Oltre ai reati legati al delitto, infatti, per lui si profila anche un’incriminazione per violazione alla Legge federale sugli stupefacenti. Secondo il Blick, inoltre, il 23enne era solito fare ordinazioni su internet saldate poi dall'anziana parente. A difenderlo è l’avvocato Daniel Ponti. L’indagine, invece, è condotta dal procuratore pubblico Paolo Bordoli.
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