
Importante passo avanti nelle indagini sul delitto di Caslano. A oltre due settimane dal ritrovamento del corpo senza vita dell’81.enne, uccisa dal nipote nella sua abitazione in via Chiesuola, la vittima è stata formalmente identificata. Lo ha reso noto Radio3i. Un’operazione lunga, resa difficoltosa dalle condizioni della salma, cui il 23.enne - come noto - aveva dato fuoco, nel tentativo di cancellare le tracce di quanto commesso. L’uccisione, cioè, dell’anziana nonna, attraverso un violento colpo alle spalle con un oggetto contundente.
L’identificazione, stando alle informazioni di Radio3i, è risultata possibile solo grazie all’analisi dell’arcata dentale. Ora la salma ha potuto essere liberata, ciò che rende possibile l’organizzazione dei funerali. Un momento atteso da tutta la comunità di Caslano, dove la donna era particolarmente amata.
Intanto il giovane, reo confesso, resta alla Farera, in regime di carcerazione preventiva. Come da procedura, nei suoi confronti sarà verosimilmente richiesta una perizia psichiatrica, che dovrà aiutare a chiarire i contorni della vicenda. Il movente che lo ha armato, soprattutto. Il procuratore pubblico Paolo Bordoli, titolare dell’inchiesta, ipotizza i reati di assassinio, in subordine omicidio intenzionale, turbamento della pace dei defunti e incendio intenzionale. A difenderlo è l’avvocato Daniel Ponti.
Laura Zucchetti
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