
È morto per asfissia il 30enne rinvenuto carbonizzato nel suo appartamento di Brissago il 3 ottobre scorso. Lo ha confermato l’autopsia consegnata ieri alle parti. Lo comunica la Rsi.
Non sono state dunque le ferite inferte con il coltello e nemmeno l’incendio appiccato dopo il delitto a provocarne la morte. Il giovane è morto per asfissia prodotta dalla rottura della cassa toracica. A provocarla sarebbero stati i colpi che, secondo la donna finita in manette, il suo compagno avrebbe sferrato un con una sedia. Il 25enne contesta di aver infierito sul corpo della vittima, ma i segni rinvenuti sul corpo sembrano confermare la versione della donna.
L’autopsia ha inoltre rilevato che i colpi che la vittima ha subito sulla gamba sono 5. Niente traccia invece per quelli sul torace. Lo stato del corpo, carbonizzato, non ha permesso né conferme né smentite.
I due indagati sono comparsi di nuovo ieri davanti al procuratore pubblico Paolo Bordoli. L'uomo continua a ribadire la tesi dell'incidente mentre la donna afferma che avrebbe ucciso la vittima accidentalmente, nel tentativo di difendersi durante la lite scoppiata tra i due.
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