
Si è aperto al Tribunale di Bergamo il processo a carico di Amine El Ghazzali, il 26enne marocchino accusato di aver ucciso sua moglie Sara El Omri, la sera del 2 giugno 2015 ad Albino, insieme alla sua amante Jessica S, una locarnese di origini kosovare.
Il processo a carico di quest'ultima, minorenne, si è tenuto in separata sede ed è attualmente sospeso in attesa di una nuova valutazione sul percorso di recupero che sta seguendo. Se tutto andrà bene, Jessica S. sarà verosimilmente prosciolta.
Amine, maggiorenne, deve invece rispondere dell'accusa di omicidio volontario.
Un'accusa contestata dai suoi legali che, come si legge su La Regione, parlano di "uccisione accidentale". A loro dire, Amine non voleva uccidere la moglie, dalla quale era separato da due anni, ovvero da quando aveva conosciuto la 17enne locarnese. Secondo la difesa, era la moglie ad avere il coltello, passato di mano durante la discussione, ed è stata lei a provocare il marito.
Ma la ricostruzione del pm Raffaella Latorrica esclude questa versione. Non si può parlare di "uccisione accidentale", dato che la vittima è stata colpita con 24 coltellate ed è altresì escluso che fosse la moglie ad avere il coltello. L'accusa ha pure confermato che Jessica S. non avrebbe partecipato al delitto, ma vi avrebbe solo assistito.
Tutta la responsabilità ricade quindi sul 26enne marocchino, che ha deciso di optare per il rito abbreviato. Il processo è intanto stato aggiornato al prossimo 28 aprile, giorno in cui dovrebbe essere pronunciata la sentenza.
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