
Clamorosi sviluppi nell'inchiesta sull'omicidio di Daro. L'accusa per due elle tre persone finite in manette è stata infatti estesa da favoreggiamento a ccorreità nell'assasinio di Arno Garatti dello scorso 6 luglio.Si tratta del proprietario del negozio di Bellinzona che ha venduto l'ascia con la quale in seguito il 17enne serbo ha ucciso il patrigno, e dell'uomo al quale il ragazzo voleva vendere alcuni oggetti del defunto.L'accusa è stata modificata dalla procuratrice Marisa Alfier grazie alle testimonianze della terza persona finita in manette, il giovane al quale il serbo ha raccontato la vicenda e che ha poi allarmato la polizia.Stando alla RSI, il giovane avrebbe dichiarato che i due erano presenti nell'appartamento al momento dell'omicidio. Versione che i due accusati contestano. Il comunicato di polizia"Facendo riferimento al delitto avvenuto lo scorso mese di luglio in via Daro a Bellinzona, il Ministero pubblico segnala che effettivamente per due delle tre persone arrestate negli ultimi giorni si ipotizza il reato di correità (subordinatamente complicità) in assassinio (subordinatamente omicidio); per l'altro indagato rimane l'accusa di favoreggiamento. Il provvedimento di carcerazione per i tre, deciso dalla Procuratrice Pubblica Marisa Alfier, è già stato confermato dal Giudice per i provvedimenti coercitivi. L'inchiesta in ogni caso non è conclusa, e nel frattempo sono state sentite diverse altre persone e saranno compiuti ulteriori accertamenti. Per questa ragione, vista la complessità e la delicatezza dell'indagine, che - è bene ricordarlo - vede coinvolto in modo determinante un minorenne, non saranno fornite per ora ulteriori informazioni"
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